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mercoledì, 15 novembre 2006

Violenze nell'asilo, il Vescovo come Pilato

Una vicenda infinta fatta di verità nascoste e nessuna solidarietà dalle autorità ecclesiastiche, la violenza di una suora su ventisette bambini.Da Il Mattino di Salerno -«Sono la mamma di una bimba di cinque anni che porta sulla sua carne i segni della violenza subìta...». È la drammatica lettera di una mamma di Vallo della Lucania, Rita Pellegrino che ieri pomeriggio arriva nella nostra redazione. La figlioletta di cinque anni sarebbe stata violentata da suor Soledad, la suora peruviana agli arresti con la terribile accusa di aver violentato ventisette bambini tra le mura dell'asilo Paolo VI di Vallo della Lucania.

L'accusa è terribile: la Chiesa locale è in silenzio, mentre papa Ratzinger nessuna parola di conforto, anzi perfino accuse di «isterismi familiari» nell'incredibile storia di ventisette bambini vittime degli abusi sessuali che avrebbe compiuto una suora peruviana. Bambini vittime - ventisette - che insieme alle loro famiglie, finora in un dignitoso silenzio, finiscono per diventare fantasmi che agitano la quiete troppo sospetta di una cittadina del Sud. Papa Ratzinger a Roma condanna i religiosi pedofili, a Vallo nessuno ne vuole più parlare. Nessuna forma di vicinanza e solidarietà ai bambini coinvolti e alle loro famiglie, atteggiamenti «pilateschi» addebitati ad un vescovo capace solo di «poche e scarne dichiarazioni ufficiali» e «silenzi assordanti».

Ora basta, il dramma delle famiglie vittime delle storie di abusi sessuali compiuti da una suora peruviana - secondo l'accusa del procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania che ha retto fino in Cassazione - esplode in pubblico. È la lettera, drammatica, della mamma di una bambina vittima. È l'appello a Benedetto XVI che non ha avuto timore a denunciare la gravità degli atti compiuti da uomini di Chiesa, siano essi sacerdoti o suore, con abusi sessuali in danno di minori. Ha parlato ai vescovi irlandesi ma è come se quelle parole fossero state pronunciate anche per la drammatica vicenda di Vallo della Lucania: un asilo, una suora, un'accusa di violenza sessuale in danno di ventisette bambini, le accuse di favoreggiamento per le conseorelle della suora arrestata.

Sembra che avessero progettato di farla partire per il Perù pochi giorni prima che arrivassero le manette. Prima di decidere di spedire la lettera al nostro giornale, Rita Pellegrino, ci ha pensato bene ed ha riflettuto. Perchè quando ieri ha spedito la lettera via fax, erano passati già quindici giorni in attesa di una prima risposta da parte del vescovo di Vallo, monsignor Rocco Favale, e poi da papa Benedetto XVI protagonista di una dura denuncia sui responsabili di abusi sessuali sui minori, specie se commessi da uomini di Chiesa, preti o suore. Rita Pellegrino è la mamma di una delle bambine vittima delle violenze sessuali della suora peruviana nell'asilo di Vallo della Lucania, tuttora agli arresti domiciliari a Roma nella casa generalizia dell'ordine delle suore delle ancelle di santa Teresa del Bambin Gesù.

La vicenda
Suor Soledad, venticinque anni, è accusata di aver compiuto abusi sessuali in danno di ventisette bambini della scuola materna Paolo VI di Vallo della Lucania. Su di lei pesa come un macigno l'accusa della procura della Repubblica di Vallo della Lucania intenzionata ad ampliare il giro delle indagini fino agli ultimi accertamenti compiuti dal Ris dei carabinieri per un presunto giro di pedofilia collegato proprio alla suora peruviana. L'accusa per la suora ha sostenuto già il vaglio del tribunale del Riesame e successivamente della Cassazione. «Questa donna va fermata» scrisse sintenticamente, ma efficacemente, il procuratore dlela Repubblica Alfredo Greco nella seconda richiesta di custodia cautelare. E, probabilmente, poche ore prima che la suora fuggisse in Perù e facesse perdere le sue tracce. Un mese fa l'incidente probatorio, con i bambini interrogati nell'aula del tribunale trasformata in sala giochi per «cristallizzare» le prove dell'accusa. Poi, nel pieno della seconda tranche dell'inchiesta con i sette indagati per il presunto giro di pedofilia, la delibera del consiglio comunale di Vallo: non denigrate il nostro paese.

venerdì, 08 settembre 2006

A Milano, sacerdote pedofilo abusa di un tredicenne rom


Erano seduti in un'auto parcheggiata
davanti al cimitero Maggiore
Nella piazzola ogni notte si consumano
incontri omosessuali a pagamento



Il cimitero monumentale di Milano... Luogo di meditazione o degustazione per il mondo clericale!?



Milano, arrestato sacerdote pedofilo
violenza sessuale su
tredicenne rom

Un sacerdote di sessant'anni è stato sorpreso in compagnia di un ragazzino rom di 13 anni costretto a prostituirsi. Erano appartati su un'auto parcheggiata davanti al cimitero Maggiore di Milano. Il religioso è stato arrestato per violenza sessuale. Domani il primo interrogatorio davanti al giudice.

E' stata una pattuglia della polizia a sorprendere il sacerdote.
Quando gli agenti gli hanno puntato la torcia contro, lui non ha cercato scuse: era fin troppo evidente la natura del suo incontro. Non è più un segreto per nessuno a Milano che in quel parcheggio ogni notte si consumano incontri omosessuali a pagamento. Non sapevano ancora i poliziotti che su quelle auto salivano poco più che bambini. Prostituti per una manciata di soldi,
poche decine di euro come quelli che il sacerdote sembra avesse dato al ragazzino rom per convincerlo a salire sulla macchina.

Resta da scegliere per i magistrati del Tribunale per i minori il futuro del ragazzino che sedeva sull'auto del sacerdote. "E' nostro dovere - informano gli uffici giudiziari - verificare il rapporto tra il minore e la sua famiglia". Il minorenne appartiene alla comunità rom che alberga a Tribognano, non distante dal parcheggio dove gli agenti lo hanno trovato a prostituirsi.

Questo è quanto riportato dai quotidiani locali. Tanto per continuare a ripetere fino a quando la chiesa non comprenderà i propri errori, non faccia come lo struzzo ogni qualvolta avvengono fatti così incersciosi; ora ne escono con le solite frasi:
- Non avevamo mai avuto segnalazione da parte di nessuno. Rimaniamo sgomenti. La sua vita sacerdotale è sempre stata di una assoluta onestà e rettitudine... -
Vogliamo aggiungere altri particolari? Il sacerdote colto in flagranza mentre si "dilettava con i suoi vizi malati", pagando un povero ragazzo rom che forse ha l'unica colpa di "soffrire, essere povero in denaro, in una condizione di disagio sociale e materiale", si aggiunge pure la terribile vita di un adolescente costretto a prostituirsi per mangiare. Quali saranno le conseguenze per il tredicenne? I traumi psichici, le violenze (che esse siano a pagamento o con la vera propria forza fisica dell'altro, per riuscire a compiere il rapporto seussuale MALATO! Malato colui che lo compie e non vi sarebbero galere che potrebbero "rieducare questi pezzi di merda"; li rinchiudi in carcere e butti la chiave per sempre! Minimo, diversamente dovremmo adottare la "legge del taglione".

Cosa attende il sacerdote? Un periodo di riposo all'interno di qualche istituto ecclesiastico con gli arresti domiciliari? Semmai, in seguito, una semplice sgridatina dal suo superiore, poi altra sede lontana da dove si è svolto il fattaccio?
MA FATTELA FINITA! BUFFONI!!!
Il sacerdote era insegnante in seminario.
Potrete capire che tipo di insegnante poteva essere, ma nessuno (ovviamente), all'interno di quelle mura non si è mai accorto di nulla. Certo! I panni sporchi si lavano in famiglia. Ma questi non sono panni sporchi, sono persone come tutti noi, che devono essere aiutate, sostenute, educate e... non certo dalla chiesa cattolica apo-strollica romana.
Chissà quanti saranno i seminaristi in età adolescenziale che lo hanno avuto sia come educatore che come insegnante; se potessero parlare loro?


NO CHIESA! NO RELIGIONI! NO VIOLENZE DI OGNI TIPO! NO ALLE PREDICHE INUTILI SENZA FATTI CONCRETI! CHE LA CHIESA FACCIA UN PACS (OPS!), UN PASSO AVANTI RENDENDO PUBBLICHE LE SUE COLPE!!!

Consiglio tutti Voi Amici Blogger, in qualsiasi situazione anomala, leggendo o sentendo notizie inerente a questo tema (esteso a tutti i tipi di violenze e crimini), di informare subito l'Ufficio addetto. Non costa nulla, come ben sapete una e-mail non ci rovina la vita ma può salvarla ad altri. Inviate tutte le comunicazioni di Polizia Postale: contro gli abusi e illegalità su internet  e nella vita quotidiana >>>pagine web contenente materiali "sospetti": pornografia, pedofilia, a questo indirizzo:
Polizia Postale 

 

* Fonte articolo : www.repubblica.it
* Fonte immagine (Milano - cimitero monumentale) : www.repubblica.it
* Fonte immagine (scudetto polizia postale) :
www.poliziadistato.it