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giovedì, 16 febbraio 2006

Influenza da polli.

Gli italiani sono dei polli, la psicosi dell'influenza aviaria è stata frutto di una campagna mediatica martellante e che ha generato perdite inaudite per il mercato avicolo.
©www.aformadidea.com

Siamo noi i polli, altro che influenza aviaria. La campagna mediatica di questi giorni ha provocato una serie di difficoltà per decine di migliaia di impiegati, si parla di 30 mila, che presto o tardi perderanno il lavoro.

Possibile che per colpa di un continuo martellamento mediatico, confuso, continuo e da un'allarmismo servo del mercato pubblicitario, nel giro di una settimana il settore avicolo ha registrato un calo di vendite di oltre il 70%? Dico, facciamola finita con questi "a lupo a lupo" che si traducono in una psicosi generale e che, come al solito, coinvolge i fessi italiani. Non posso credere che veterinari, produttori e ministero possano raccontare delle frottole sul conto dell'H5N1, sui modi di trasmissione da animali a uomo e sull'inesistente possibilità di infezione tra uomo e uomo. Se si ripete che si rischia la malattia entrando a contatto con le feci di volatili malati, che per di più, sono selvatici e quindi non possono entrare in contatto (teoricamente con chi non è munito di locali idonei) con gli animali che saranno macellati e messi sul mercato, perchè diffondere così tanta insicurezza nella gente?