sabato, 05 gennaio 2008
19:33

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Sondaggio: cos'è più macabro?

Archiviato da raffaelegreco in: riflessioni, politica italiana, emergenza rifiuti campania
Tra queste due foto, qual'è la manifestazione di degrado più macabra?

Il manichino

Manichini impiccati nelle strade di Napoli per la protesta sull'emergenza rifiuti?

o il disastro?

cento mila tonnellate di rifiuti invadono le strade della Campania, una gestione scelerata durata 14 anni
venerdì, 04 gennaio 2008
13:26

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Campania, un crimine contro l'umanità

Archiviato da raffaelegreco in: riflessioni, politica italiana, emergenza rifiuti campania
A questo punto la soluzione è il commissariamento.
Commissariamento di una regione, la Campania, e le dimissioni di Antonio Bassolino. Campania che non trova via d'uscita dal pantano dei rifiuti.
Sono 100 mila le tonnellate di spazzatura con le quali la società civile è costretta a convivere in questi giorni.

Dopo 14 anni di gestione scellerata di un commissariato straordinario che ha prodotto risultati esclusivamente in termini di spreco di denaro pubblico, inchieste giudiziarie (vedi caso Bassolino - Impregilo), progetti astronomici ed improponibili per l'implementazione di un serio ciclo integrato, per o presidente e la sua compagine è tempo di pagare il conto.
E' giusto che vadano a casa incondizionatamente e che, assieme con gli altri responsabili del disastro, vengano messi alla berlina dall'opinione pubblica (cosa che va avanti da anni senza risposte dagli alti palazzi della politica romana e di partito) e, soprattutto, dalle magistrature.

Lo scenario è drammatico: mentre a Pianiura la cittadinanza lotta contro l'apertura di uno sversatoio in disuso da 11 anni, nelle periferie napoletane la diossina miete morti tra persone, animali e raccolti. Una strage dalla quale Antonio Bassolino, il suo entourage e gli apparati camorristici che stanno tenendo le fila dell'emergenza per i soliti sporchi interessi possono uscire impunemente?



Nei confronti del popolo campano si sta perpetrando un attentato alla vita, un crimine contro l'umanità realizzato con l'arma dell'immobilità e dell'indifferenza. Sul quale incombe la solita, arcinota connivenza tra politica e cosche mafiose.
Ed i continui ritardi sulla realizzazione della rete di termovalorizzatori campani sono l'emblema di questa triste connivenza. Il tutto condito dalle pressioni di quel partito del no che, ipocrita, sfila in piazza per chiedere a ragione lo sgombero dalle strade della munnezza ed al tempo stesso si riversa in strada contro qualsiasi corretta e logica soluzione al dramma, tra cui l'impiego di termovalorizzatori appunto.

Nel mezzo di tutto ciò 5 milioni di persone in bilico tra una crisi sanitaria e le ripercussioni economiche, d'immagine e produttive del protrarsi dell'emergenza. E allora, quando chi governa è indifferente, non ti ascolta ed anzi si macchia delle colpe per le quali stai rischiando per la tua vita e quella dei tuoi figli cos'altro ti resta da fare oltre a chiederne le dimissioni?
Non ti resta che compiere gesti estremi, la lotta. Di fronte ad un crimine come quello che si sta compiendo in Campania le parole ed i fiumi di inchiostro versati sono merce inutile per pagarsi il rispetto della dignità e della vita.
giovedì, 20 settembre 2007
01:47

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Rifiuti in Campania: beffa annunciata?

Archiviato da raffaelegreco in: riflessioni, politica italiana, emergenza rifiuti campania
A Napoli il processo a Bassolino rischia di non cominciare in tempo per evitare la prescrizione.
Di quello che si sta consumando negli uffici del palazzo B2 al Centro Direzionale di Napoli i giornali ne parlano poco, i telegiornali per niente.
Le redazioni locali de Il Corriere della Sera o Repubblica a sprazzi vigilano sulla vicenda. Addirittura il Tg 3 oggi non ha dedicato nemmeno un angolino del palinsesto alle ultime vicende dell’inchiesta che potrebbe finalmente dirci chi sono i veri responsabili dell’annosa emergenza in Campania.

Il condizionale è d’obbligo: non c’è ancora la sentenza e alcuni temono che mai ci sarà.
Il punto è tutto qui perché a Napoli il processo che dovrebbe imputare per “truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato; frode in pubbliche forniture; abuso d’ufficio” 28 eccellenti personalità tra cui ‘o Presidente Antonio Bassolino, a 50 giorni dalla richiesta di rinvio a giudizio, non è ancora iniziato. Il perché? Non c’è il GUP (giudice per le udienze preliminari). Niente GUP, niente processo.
Ciò dovuto a un “presupposto” risultato poi “sbagliato” del presidente del tribunale di Napoli Carlo Alemi.

Tutto ha inizio l’11 giugno scorso quando tal giudice Alberto Vecchione ottiene dal CSM la delibera per trasferimento da lui stesso desiderato.
Quando il 30 luglio vengono depositate le richieste di rinvio a giudizio per i 28 indagati, il Vecchioni è nel bel mezzo delle ferie mentre il presidente del tribunale Alemi non ha ancora dato attuazione al decreto di trasferimento emesso dal governo della magistratura. Così, attraverso il classico sistema di attribuzione automatica, il giudice Alberto Vecchioni viene comunque assegnato alla gestione dell’istruttoria relativa all’emergenza campana.

Una settimana dopo, Carlo Alemi dichiara a Repubblica:«Il giudice non cambierà». Era il 7 agosto 2007, ben 40 giorni dopo il presidente del tribunale di Napoli trasferisce Vecchione alla nona sezione penale giustificando la sua decisione sulla base di un “presupposto sbagliato: ritenevo cioè che l’udienza fosse già stata incardinata. Le circolari del Csm infatti prevedono la possibilità di posticipare fino a un massimo di sei mesi il trasferimento di un magistrato nel caso in cui debba essere definito un procedimento già iniziato e che si trovi in fase avanzata di trattazione. Dall´esame degli atti, è emerso invece che in questa circostanza l’udienza non era stata nemmeno ancora fissata, e sicuramente si tratta di un procedimento di particolare complessità, che non potrà essere esaurito in tempi contenuti”.

Il problema a questo punto è il valzer dei nomi cui si è dato inizio negli uffici del palazzo B2 al centro direzionale.
I papabili sono Giustina Caputo o Aldo Policastri. Nell’attesa incombente sull’istruttoria è il fantasma della prescrizione. “Perdere tempo con la nomina di un nuovo GUP, significa far saltare in aria un’inchiesta durata anni. Purtroppo per gli inquirenti e per la giustizia, la prescrizione non va mai in ferie! Assegnate un giudice e date inizio al processo”, è la denuncia e richiesta del procuratore napoletano Giovandomenico Lepore.

Acquisito tutto ciò molti dubbi sovvengono: Possibile che il presidente (Carlo Alemi) di un tribunale come quello napoletano si trovi nelle condizioni di poter “supporre” per di più in maniera “sbagliata” l’avvio di un processo così delicato come questo?
Un processo i cui esiti potrebbero avere delle ricadute importanti sia sull’immagine della magistratura napoletana, sia sull’immagine politica di Antonio Bassolino sia sull’autorevolezza ed immagine degli altri 27 co-imputati.

Com’è possibile che Alemi sia stato a tal punto lontano dalla questione da non essere al corrente della mancata individuazione di una data utile per l’inizio delle udienze?
E come è possibile che si sia accorto di tutto questo soltanto un mese e mezzo, 50 giorni, dopo la presentazione delle richieste di rinvio a giudizio?
Il processo a Bassolino & Co. inizia ad avere il sapore della beffa prima ancora di cominciare.