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Berlusconi il miglior alleato dell'Unione.
Carlo Azeglio Ciampi, Giulio Andreotti, Rita Levi Montalcini, Sergio Pininfarina, Oscar Luigi Scalfaro, Francesco Cossiga, Emilio Colombo.
Membri di diritto a vita e per meriti insigni del Senato della Repubblica Italiana. Falcidiati dalle critiche ingiustificate di una forza politica incessantemente ostile alle istituzioni, consuetudini e convenzioni democratiche del Paese.
La CDL calava sulle teste degli italiani “terrore, miseria e morte” nell’eventualità di un governo di sinistra.
Eppure quegli gli stessi echi catastrofici emersi tra le fila della destra, oggi balzano fuori dai comportamenti di quegli stessi anticomunisti e tutori della libertà che occupano gli scranni dell’opposizione parlamentare.
L’assalto ai senatori a vita con veri e propri cori da stadio è l’ennesima evidenza di una sconsiderata mancanza di rispetto di questa destra nei confronti delle cariche alte del Paese. Nei regimi democratici più avveduti fra i quali non può esimersi di rientrare l’Italia, ogni parlamentare di diritto o per elezione esprime il proprio giudizio e voto, prescrivendo divieto di qualsiasi ripercussione sia politica, che giudiziaria durante l’esercizio dei propri compiti ed anche dopo la fine del mandato.

Spregiudicato ed immorale è il comportamento di questa destra, che si ostina a lanciare nel calderone delle polemiche e dei dibattiti politici il tema della moralità. La moralità a senso unico, fatta di perpetui disconoscimenti nei confronti di ogni azione o iniziativa presa dall’altra parte che altro non servono a dividere la nazione più di quanto già non lo sia.
Ed è, ad osservare la realtà dal di fuori dei palazzi del potere, che questo disagio per la presunta occupazione di tutte le più prestigiose cariche dello Stato prima, e la fiducia offerta a Prodi dai senatori a vita dopo, sia un prurito avvertito esclusivamente dalle direzioni dei partiti di centro-destra. L’elettorato fuori, sembra aver cose più interessanti a cui badare, che alle insulse polemiche distruttive e prive di giusta causa.
In una democrazia, chi vince va a comandare. Chi non ce la fa balza all’opposizione, consapevole e ricca di senso di responsabilità. Di immorale non c’è nulla, ma v’è solo la certezza che i numeri siano molto più affidabili che delle idee astratte. Una legge che relegasse all’opposizione un partito che ha raccolto quasi dieci milioni di voti all’opposizione l’hanno voluta loro. Nessuno ha chiesto a Berlusconi & Co di modificare il vecchio maggioritario che quasi certamente avrebbe garantito al Napoleone italiano di imperare per altri cinque anni.
Immorali i fischi ed i buuh. Atteggiamenti ed accuse da parte di chi è privo di qualsiasi senso delle istituzioni. Le reazioni di ieri, quando i sette decani del Senato hanno espresso la propria convinta fiducia al governo Prodi, non sono altro che istinti di chi anche nella riforma costituzionale che da qui ad un mese andremo a bocciare, attenta agli equilibri democratici del Paese. Abbaiando contro tutti come cani rabbiosi, gli esponenti della CDL (centristi compresi) elargiscono quanto di meno liberale e garantista possa esserci. Tradendo i sogni venduti in campagna elettorale e determinando la coagulazione sempre più ferma dell’Unione che in ragione di questo, e solo per questo, riuscirà a condurre e realizzare le proprie direttive programmatiche.
Ancora una volta il migliore alleato di Romano Prodi, è Berlusconi e tutta la Casa delle Libertà.










