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venerdì, 19 agosto 2005

De Menezes: si tenta di zittire la famiglia.

In Inghilterra crescono i sospetti sul tentativo da parte della polizia di bloccare la famiglia de Menezes determinata a scoprire la verità sulla morde del giovane Jean Charles.Si avvitano sempre più i sospetti in Inghilterra, intorno alla possibile incursione da parte delle autorità per zittire la famiglia de Menezes, in merito agli sviluppi sull'inchiesta relativa alla morte del giovane brasiliano lo scorso 22 luglio.
Infatti nelle ultime ore è trapelata la notizia del tentativo da parte della polizia di bloccare le reazioni dei familiari di Jean Charles, e soprattutto evitare l'avvio di una ulteriore pubblica inchiesta. Invocata proprio dal legale dei de Menezes. Addirittura si parla di acquiso del silenzio della famiglia.

Riguardo gli sviluppi sull'indagine condotta dalla commissione d'inchiesta indipendente, i rapporti continuano a parlare del pedinamento ai danni del brasiliano ucciso, tenuto per giorni sotto controllo da un agente che soltanto un anno fa aveva completato il servizio di leva. Ed è da questo punto che è pronto a scatenarsi un nuovo terremoto. Il dubbio è adesso quanti di questi novizi ed inesperti giovani siano riusciti ad entrare nel nucleo anti-terrorismo londinese.
Proseguono poi le indiscrezioni riguardo le azioni di Ian Blair nell'atto di fermare o rallentare le indagini della commissione d'inchiesta. Un segno di ostruzionismo da parte del capo della polizia della city è la pressione svolta per oltre sei giorni, con l'obiettivo di rallentare i lavori degli inquirenti. Ostruzionismo quello della polizia che non è certo una pratica nuova.
Già nei casi Lawrence e della famiglia Stanley questa condotta ha bloccato per anni le indagini, prima di aprire un barlume di verità sui fatti.

Ma in questo caso le prove dell'inganno sono divenute improvvisamente molteplici. Le autorità inoltre, si trovano ora a fronteggiare la solidarietà del pubblico nei confronti della famiglia di Charles. Numerose sono state in questi due giorni le dimostrazioni di solidarietà sia in Inghilterra che in Brasile.

Domande senza risposta.

Le giustizia per Jean ha un numero elevato di interrogativi irrisolti che emergono ora che la copertura alla realtòà dei fatti è saltata.
"Su che base legale è stata avviata la campagna 'shoot to kill'? Quale pubblico dibattito e confronto politico ha dato veste legale alle operazioni?".

Direttamente i genitori del giovane chiedono chiarimenti in merito:
"Gli agenti della polizia coinvolti, incluso chi sparò, hanno stilato rapporti in veste di testimoni o di potenziali sospetti? E con quanta cautela ed accuratezza sono stati condotti gli interrogatori?".
"Che tipo di interrogatorio e quali pratiche si stanno utilizzando?".
"Sono coinvolti nell'inchiesta anche poliziotti esperti?".

In attesa di ottenere qualche risposta, è stata avviata una raccolta fondi per aiutare la famiglia de Menezes a scoprire la verità.

Fonte di questa feature: SchNEWS


Pubblico e politica all'attacco di Ian Blair.

L'opinione pubblica e l'intero mondo politico inglese si scaglia contro Ian Blair. I maggiori quotidiani londinesi infatti additano il capo della polizia della city come responsabile principale delle manipolazioni poste al caso de Menezes, ucciso perchè scambiato per un terrorista lo scorso 22 luglio. Sulle spalle di Sir Ian Blair grava una duplice accusa: in primo luogo avrebbe manipolato la reale versione dei fatti (ed il tutto è documentato dalle prime dichiarazioni rilasciate alla stampa subito dopo i fatti; De Menezes era stato fatto passare per un terrorista islamico pronto a farsi saltare nella stazione di Stockwell). In secondo luogo, cosa non di minore gravità, avrebbe tentato di bloccare le operazioni della Commissione Indipendente d'Inchiesta (IPCC) che ha condotto indagini sul caso, in parallelo a quelle di Scotland Yard.

Con una missiva indirizzata direttamente al ministro degli interni Clarck, Blair avrebbe chiesto la precedenza delle indagini interne della polizia londinese su quelle della commissione. Ma ottenuto il rifiuto da parte del guardasigilli, a Blair non potè che porsi da parte e lasciare, già da quel 22luglio che la Commissione procedesse nelle indagini.
Un acceso dibattito si sta rimaterializzando nell'intero paese. Oltre ai familiari del giovane brasiliano che per mezzo del prorio rappresentante legale invocano le dimissioni di Blair, si aggiunge il messaggio di Nick Harvey. Il deputato liberale, ha invitato al capo di Scotland Yard di ammettere almeno rammarico riguardo una questione evidentemente gestita non al meglio.

Ed i giornali inglesi fanno a gara nel tentare di pubblicare una sempre più accurata versione dei fatti. Secondo il Daily Mirror, l'ufficiale che dirigeva le operazioni (Cressida Dick) il 22 luglio, in realtà aveva ordinato che la persona sospetta fosse bloccata all'esterno della stazione. E presa viva.
Secondo quanto confermato da una fonte della polizia al tabloid, l'ordine non era assolutamente quello di uccidere de Menezes.


giovedì, 18 agosto 2005

Inchiodato Scotland Yard: il brasiliano non fuggiva.

La famiglia: "Ian Blair si dimetta".
Risposte, rapide e esaustive. E' quanto chiede a Scotland Yard la famiglia di Jean Charles de Menezes, l'elettricista brasiliano scambiato per un presunto terrorista e ucciso da agenti della polizia il 22 luglio scorso alla stazione della metropolitana di Stockwell. Le richieste degli avvocati della famiglia Menezes si fanno piu' pressanti, dopo che l'emittente "Itv" aveva diffuso una nuova, choccante versione dell'uccisione di Menezes. Secondo le indiscrezioni ottenute da 'Itv', il 27enne elettricista sarebbe stato immobilizzato da un agente e freddato da un altro e non avrebbe affatto tentato la 'fuga' dopo l'alt intimatogli dai poliziotti.


Jean Charles de Menezes freddato ingiustamente nella metropolitana di Londra, lo dimostra il rapporto della commissione d'inchiesta istituita per il caso.All'indomani del secondo attentato di Londra, il giovane brasiliano Jean Charles de Menezes viene freddato con otto colpi di pistola mentre si trovava nella stazione della metro di Stockwell. Per tutta la giornata del 22 luglio e ore successive Scotland Yard annunciava il collegamento della vittima con cellule terroristiche islamiche e denunciò la serie di elementi, che destarono al momento della cattura e poi dell'omicidio il sospetto degli agenti: un grosso cappotto invernale, l'uomo era scuro di carnagione, non si era fermato quando glielo avevano intimato, era fuggito in un treno in partenza.