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Free Burma!
giovedì, 29 giugno 2006

Nessuna obiezione di coscienza sull'Afghanistan.

Giusto rifinanziare la missione militare italiana in Afghanistan con larghe maggioranze. Sbagliato che Prodi si faccia mettere sotto dalla minuscola sinistra radicale.
©www.modugno.it

Quando in gioco c’è la ragion di Stato le obiezioni di coscienza vanno messe da parte. Nel centro sinistra in questi giorni tira troppa aria di scontro mixata a lievi stralci di compattezza. Nemmeno il tempo di stappare lo spumante per il trionfo referendario che i primi nodi vengono al pettine.
Il rifinanziamento alla missione militare italiana in Afghanistan va votato ed approvato da una maggioranza parlamentare quanto mai più ampia per due ragioni.
Prima di tutto per non lasciare soli i militari italiani in quel di Kabul e dintorni, che quotidianamente rischiano di rimettere la vita all’opposizione di un’organizzazione terroristica che oggi ha una rete di rapporti a livello planetario. In secondo luogo, per evitare di mettersi in ombra ai tavoli di organizzazioni internazionali cui l’Italia fa parte in virtù dell’articolo 11 della Costituzione, che permette al Paese di far parte di organizzazioni soprannazionali che perseguono i fini della pace, giustizia e libertà.

Ed evitare di dare una brutta mazzata al prestigio all’estero che il tricolore è riuscito a guadagnarsi negli anni, obiettivamente, anche con la politica berlusconiana. Quest’ultima forse un po’ troppo americano-militarista e lontana dalle istanze europeiste; ma che pur sempre ha tenuto alto il vessillo nazionale.
Che si parli di ritiro immediato dall’Iraq ci può stare, la linea di distinzione col precedente esecutivo è necessaria: in Medio Oriente i nostri militari ci sono finiti per le politiche unilateraliste di Washington. E, bisogna ricordarlo, dietro la carneficina irachena (che comunque ha portato alla caduta di Saddam) c’è una marea di scandali che dalla Casa Bianca continuano ad essere ignorati e taciuti.

A Kabul la cosa è più scottante, c’è di mezzo il passaggio di consegne della missione di stabilizzazione del Paese nelle mani della NATO e quindi il Belpaese non può certo permettersi di fare lo spettatore mentre gli altri tirano la carretta. Ci sono decennali patti internazionali da rispettare. Quindi ritengo sia inutile continuare a tirare la corda da una parte o dall’altra, piazzando avanti un pacifismo che in certe occasioni s’è mostrato tutt’altro che convinto. Bene l’UDC che annuncia il voto favorevole e l’appoggio all’ “Unione armata” e soprattutto all’approvazione di un decreto che permetta l’innesco automatico del sistema di trasferimento delle risorse tale da alleggerire i già cospicui compiti parlamentari (e salvare dai partiti più radicali, per di più minoritari le sorti del governo). E che infine, darebbe maggiori certezze anche ai capitoli di bilancio statali.

Quando c’è di mezzo la politica internazionale, inutile annunciare il “non voto” per coscienza personale, o il rischio di far tremare Palazzo Chigi, o aizzando al “non c’era nel programma”. E’ una questione che si pone e da affrontare con il dialogo e per una buona volta col concreto aiuto delle opposizioni. Sarebbe un punto di inizio positivo per aprire una collaborazione trasversale che altro non gioverebbe alla tranquillità della politica.
E sarebbe ancora più auspicabile che un governo come quello italiano, malgrado ci si trovi in tempi di rincorsa alla governance smettesse di essere perennemente sotto lo scacco di partiti espressione di ideologie troppo estreme che rischiano di imporre un black out, affacciandosi anche a quelle scelte a vantaggio delle vite di migliaia di afgani ora di fronte all’edificazione di un’intelaiatura istituzionale e legislativa di tipo democratica, l’ennesima battaglia (senz’armi).



Commenti
#1   29 Giugno 2006 - 21:20
 
non credo affatto si tratti di questione di coscienza.... ma della piu' banale convenienza a "lisciare il pelo" ad una ben precisa base elettorale.....
Come sempre, il problema non e' dei politici, ma degli elettori....
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#2   29 Giugno 2006 - 23:27
 
mah..."lisciare il pelo"..o forse comportarsi in virtù di quanto gli elettori si aspettavano.
Detto ciò. Comprendo, ma non condivido, il sostenere "ma c'è l'ONU".
Non capisco affatto invece uale legittimità darebbe il fatto che ci sia la NATO.
Sempre meno colgo le differenze tra questo governo e quello passato.
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#3   30 Giugno 2006 - 00:23
 
la legittimità è data semplicemente dal fatto che lì c'è un fronte comune fra più nazioni che prendono coscienza del fatto che in una determinata area del pianeta c'è una questione da sbrigare sfruttando il fronte del multipolarismo. Il quale permette maggior dialogo e minor tensione e spreco di tempo.

In Iraq la questione è diversa: lì come tutti ormai avranno appurato l'unica risposta da dare era il SI o NO a Bush a foraggiare la sua personalissima crociata.

Infine, per metterla sul piano degli elettori: la sinistra non ha mai parlato di Afghanistan durante la campagna elettorale, e quando gli si è chiedo il perchè di tanto sbandierato ritiro immediato dall'Iraq, ci si è sempre affidato alla mancata iniziativa militare attraverso organi internazionali come l'ONU o la NATO.
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#4   30 Giugno 2006 - 04:02
 
sono d'accordo con te, anch'io ieri ho scritto al riguardo e ho citato anche la completezza dell'articolo 11 che è ben lontano dal semplicisto anche se bello "l'italia ripudia la guerra"
utente anonimo

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