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mercoledì, 28 giugno 2006

La Chiesa ha cambiato strategia?

In cambio della rinuncia a ingerirsi nella sua politica, lo Stato italiano versa ogni anno migliaia di miliardi nelle casse della Chiesa.
Eppure questa, venendo meno agli impegni assunti con la fima del Concordato, ha cominciato a ficcare il naso con una petulanza sempre più arrogante nella vita privata degli italiani, dei quali pretende, senza tenere in nessun conto il carattere laico dello Stato, di condizionare le scelte politiche, arrivando a configurare una vera e propria espropriazione delle loro prerogative costituzionali.
Negli ultimi tempi poi la sua improntitudine ha superato il limite di guardia, allorché ha minacciato di mandare all'inferno chiunque, nel referendum sulla procreazione assistita, si fosse arrischiato a seguire le indicazioni di voto del centro sinistra, distruttore di embrioni, mentre, a distanza di pochi mesi, nel referendum sulla devolution, si è schierata contro le indicazioni di voto del centro destra.
Da questi giri di valzer mi sembra di poter dedurre che la Chiesa si è resa conto che la marcia di allontanamento dei fedeli dal suo magistero si va facendo inarrestabile e questo l'ha indotta a cambiare strategia, per poter continuare a salvaguardare i suoi interessi e i suoi privilegi.
In altre parole le gerarchie vaticane, constatato che gli italiani si stanno rapidamente liberando dai sensi di colpa di cui sono stati gravati nel corso dei secoli,  ha dovuto spostare lo scontro con i non credenti dal piano religioso a quello politico.

 



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