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The pizzini brothers.
C’è qualcuno che nelle ultime 24 ore si sta dannando sulla questione dei pizzini di Palazzo Madama.
Eletto Franco Marini con un discreto margine di vantaggio su Andreotti, è partita la carica dei sospetti e dei retroscena sul terzo scrutinio che nel primo pomeriggio di ieri ha assegnato un degno rappresentante al Senato della Repubblica. Senza omettere un omaggio al più che mai vivo Fausto Bertinotti che ha coronato il successo elettorale dell’Unione con un discorso fitto di memorie che si perdono nell’articolato della nostra Carta Costituzionale ahimè troppo spesso oggetto di tentativi di stralcio.
Li hanno definiti “pizzini”, la nuova moda della messaggeria politica. Chi vuol tirare una minaccia lancia nell’urna la scheda con un messaggio criptato e fa capire a chi sta dall’altra parte dei banchi “io ci sono, preparami una poltrona al governo, alla RAI, nelle commissioni. Vedi cosa puoi fare, altrimenti salta tutto”.
Questa la visione dei destrioti ed alcuni ingenui sinistri.
I numeri ed i sondaggi dei giorni scorsi sul toto Andreotti-Marini (c’è qualcuno che se ne dimentica volontariamente!), dicono che la storia dei pizzini è tutt’altro che fondata.

Al terzo scrutinio di ieri mattina hanno preso parte tutti e 322 i senatori della Repubblica: quelli eletti il 9-10 aprile, i senatori a vita, ed i senatori di diritto a vita.
Fino al giorno prima i sondaggi erano a favore di Franco Marini, ma in proporzione all’effettivo verdetto: consideriamo i 158 senatori dell’Unione che teoricamente hanno optato per l’ex sindacalista, sommiamo almeno 4 decani di Palazzo Madama (Levi Montalcini, Scalfaro, Colombo, Cossiga) siamo a quota 162.
E cioè il quorum minimo richiesto per accedere alla seconda carica dello Stato.
Sapendo che Franco Marini ha messo in saccoccia ben 165 voti: dove nasce la storia dei “pizzini di Palazzo Madama”? Non credo qualcuno abbia votato due volte, né credo che abbia votato qualche commesso o questore! Escludo categoricamente il voto di chi sedeva in tribuna ospiti (Pannella ad es. è stato portato via per il secondo giorno consecutivo!). Ciò che a destra dovrebbero chiedersi è: chi sono i Nostri franchi tiratori?
Altro che pizzini, messaggini, sms parlamentari, minacce criptate! A destra qualcuno ha voltato le spalle a Berlusconi e a tutta la coalizione! Ma nessuno da quelle parti spiffera il benché minimo sospetto, cercando di non guastare agli occhi dell’elettorato la compattezza (a mio avviso un’altra favola) che per cinque anni li ha contraddistinti. Purtroppo, non appena finito il tumulto, i giochi sono cambiati.
Le logiche di partito e le convenienze cominciano a venire a galla, e presto o tardi la CDL si sfalderà e ne rimarrà soltanto il relitto. Ora si parla di partito unico per tentare di mantenere salda l’alleanza, ma quando il 25 giugno (spero per il bene della Costituzione e dell’Italia!) giungerà l’ennesima batosta la scissione sarà tanto veloce che neanche i più fedeli sostenitori del centrodestra riusciranno a convincersene.
Lo scoop della giornata.
Parallelamente all’elezione dei presidenti delle Camere, visto l’ingorgo istituzionale di cui si è noiosamente parlato, c’è in gioco la presidenza della repubblica.
Quando da sinistra giunsero voci di eventuale scelta su Massimo D’Alema, sua Emittenza Silvio Berlusconi disse “con lui al Quirinale gli italiani scendono in piazza, sarebbe vergognoso un ex comunista alla presidenza della repubblica”.
E invece i fatti di Montecitorio ieri mattina dicono che il comunismo, forse, è soltanto un’ossessione del Cavaliere. Anche qui parlano i numeri. Il premio di maggioranza, come da legge elettorale è 340 seggi per la coalizione vincente.
Bertinotti ieri ha ottenuto ben 337 voti. D’Alema 100. I conti non tornano. Se l’anticomunismo è il vessillo della Casa delle Libertà, chi sono stati i 100 azzurri che han segnato il nome del presidente DS? “I comunisti bollivano i banbini”…”Il comunismo ha fatto 300.000.000 di vittime”… Da premiare è la coerenza di 140 deputati che hanno deciso di buttar giù scheda bianca, almeno per il resto della vita avranno un peso in meno sulle coscienze.








