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giovedì, 22 settembre 2005

Amazzonia: città in rivolta per stupri impuniti.

Indignata per l'ondata di stupri impuniti e dell'inerzia della polizia, la popolazione di una cittadina dello stato amazzonico del Parà si è ribellata ed ha distrutto tutti gli edifici pubblici e i mezzi di trasporto del comune. Migliaia di persone di Goianesia, una cittadina di 29 mila abitanti a 300 chilometri da Belem, hanno preso d'assalto la sede de comune, il comissariato locale, la caserma della polizia e alcuni altri edifici pubblici, li ha saccheggiati, li ha ridotti in macerie e vi ha appiccato il fuoco, riducendoli a rovine fumanti.

A scatenare la furia della popolazione è stata la reazione degli agenti di servizio al commissariato quando i genitori di una bambina di cinque anni ne hano segnalato la scomparsa assieme ad uno sconosciuto che le aveva offerto dei biscotti. Quando si sono visti rispondere che la polizia avrebbe iniziato le ricerche e le eventuali indagini solo 48 ore dopo la scomparsa, la famiglia della piccola ha chiamato a raccolta la gente del quartiere che ha assediato il commissariato. Gli agenti hanno sparato in aria per intimidire i manifestanti, così la furia popolare si e' scatenata, e non si è fermata più fin quando tutti i simboli del potere pubblico sono stati rasi al suolo.

Dal gennaio scorso, a Goianesia sono stati registrati 15 casi di stupro, nessuno dei quali chiarito dalla polizia. Nel caso più clamoroso, che fece notizia anche fuori dalla città, la maestra elementare locale venne violentata e uccisa con cinque colpi d'arma da fuoco nella vagina. Un bambino è scomparso nel maggio scorso e non è più stato ritrovato. La popolazione attribuisce l'ondata di violazioni alla permissività del comune e all'inerzia della polizia e ha covato a lungo la sua rabbia, poi esplosa ieri. Quindici persone sono state fermate, e l'ordine è stato ristabilito dall'arrivo di 60 agenti dalle vicinanze e dalla capitale Belem, ma la popolazione minaccia altri scontri se non sarà fatta luce sulla sparizione della bambina e sugli altri casi pendenti.



Commenti
#1   22 Settembre 2005 - 13:18
 
Condivido pienamente la posizione della popolazione in questione. La lotta armata dovrebbe essere un preciso diritto dei cittadini, dove la normale amministrazione civile e sociale non arrivasse più a funzionare. Il mio sogno sarebbe che in Italia avvenisse la stessa cosa: picche e bastoni, senza perdere intelligenza o tenerezza.
[Ste]
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#2   22 Settembre 2005 - 15:31
 
RAFFAELE questo è un bel articolo, LA LOTTA ARMATA E GIUSTA QUANDO LE ISTITUZIONI NON FUNZIONANO, W LA LOTTA AL POTERE (nn le brigate rosse quelle sono organizzazioni terroristiche).... PER LA PRIMA VOLTA MI PIACE UN TUO ARTICOLO.... BRAVO!!!!!!!!!!!!!!!
utente anonimo

#3   23 Settembre 2005 - 16:26
 
Hanno fatto più che bene!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente capitanread

#4   11 Dicembre 2005 - 15:59
 
l'informazione è la prima delle armi per la soluzione di questi problemi inumani
utente anonimo

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