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Beslan: dopo un anno tante menzogne, nessuna verità.
Il bilancio di tre giornate vissute col fiato sospeso e nella disperazione fu di 319 morti, tra cui 187 bambini e i 32 terroristi del commando. Molte verità sui fatti di Beslan sono ancora tenute nascoste: nell'ultima settimana sono montate le proteste delle madri che nella scuola degli orrori persero i propri bambini. Chiedono alle autorità perchè i figli sono stati uccisi. Mentre il silenzio dai palazzi politici e giudiziari continua a stagnare, le madri di Beslan hanno occupato il tribunale di Vladivkavkaz. Stanno aspettando da un anno rivelazioni certe da un'inchiesta e su un processo farsa indetto contro l'unico terrorista sopravvissuto. Nel frattempo i funzionari russi coinvolti nel massacro continuano ad essere tenuti lontano dalle inchieste a colpi di tangenti. Mentre Putin "fa asfaltare i vialetti del cimitero, mentre vengono fatte lavare le tombe in marmo rosso, mentre si inaugurano due scuole da fantascienza e un gigantesco centro sportivo; opera affidaga alla milionaria Elena Baturina, moglie del sindaco di Mosca Luzhkov e zarina di ogni appalto (La Repubblica)". Mentre Putin cavalca l'onda della tragedia per riassettare il paese in chiave autoritaria stravolgendo i media e la Costituzione, "la gente di Beslan si trova a chiedere solo un pò di verità". L'oscurantismo delle autorità russe copre prove accertate sull'utilizzo da parte delle teste di cuoio di 7 lanciafiamme durante le operazioni. Un tipo di arma vietata dalla Convenzione di Ginevra sugli atti di guerra. Testimoni e giornalisti che hanno assistito alle operazioni hanno parlato di elicotteri militari da combattimento bombardare l'efificio. E poi granate, colpi di mortaio ed altre armi da guerra. Un arsenale impiegano per un minuscolo campo di battaglia; strumenti da macello per un mattatoio di civili innocenti. Volevano celebrare come da tradizione l'apertura del nuovo anno scolastico; invece fra i banchi hanno trovato i terroristi e poi sono stati massacrati da chi invece doveva salvarli. Massacrati da chi forse, aiutò i ceceni ad infiltrarsi nella scuola 1 di Beslan. Lo scorso gennaio, il capo della commissione parlamentare d'inchiesta, Alexander Torshin, riferiva ai giornalisti di complicità di alcuni funzionari dell'esercito con i membri del commando ceceno. Si annunciò il fermo di due uomini coinvolti nella vicenda e di altri due prossimi all'arresto nell'arco di poche ore. Sull'identità ed il ruolo di queste persone nulla si è più saputo.
Chi, come l'allora direttrice Lidia Tsolieva, tentò di assecondare i terroristi per non spingerli ad uccidere ed oggi è tenuta a distanza da un'intera città. Tutti la ignorano e lei che si sente condannata, spera soltanto di morire presto. Beslan soffre e ha sete di giustizia. Intano il potere in Russia ha il coraggio di autoinvitarsi alle commemorazioni di questi giorni. Beslan non se ne fa niente della maschera solidale che indossa. Non serviranno i monumenti, le apparizioni in tv, le chiacchiere ad accertare i retroscena del più assurdo massacro della storia. Postato da raffaelegreco alle 12:36 | Permalinkatemi | commenti (2) | riflessioni, massacro di beslan
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11 settembre
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