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giovedì, 01 settembre 2005

Beslan: dopo un anno tante menzogne, nessuna verità.

Un anno di inchieste non è servito a giustificare il massacro che si consumò un anno fa a Beslan ad opera di terroristi ceceni e le teste di cuoio di Mosca. Morirono 319 persone tra cui 187 bambini.Nella palestra della scuola numero 1 di Beslan, piccola cittadina nel sud caucasico, a partire da oggi si commemora la strage consumatasi un anno fa dopo l'irruzione di un commando di terroristi ceceni. Più di mille persone fra bambini, genitori, insegnanti e impiegati furono costretti a vivere tre giorni di massacri dettati prima dai ceceni, poi dalle teste di cuoio inviate da Mosca che agirono in maniera non adeguata al caso.

Il bilancio di tre giornate vissute col fiato sospeso e nella disperazione fu di 319 morti, tra cui 187 bambini e i 32 terroristi del commando. Molte verità sui fatti di Beslan sono ancora tenute nascoste: nell'ultima settimana sono montate le proteste delle madri che nella scuola degli orrori persero i propri bambini. Chiedono alle autorità perchè i figli sono stati uccisi. Mentre il silenzio dai palazzi politici e giudiziari continua a stagnare, le madri di Beslan hanno occupato il tribunale di Vladivkavkaz. Stanno aspettando da un anno rivelazioni certe da un'inchiesta e su un processo farsa indetto contro l'unico terrorista sopravvissuto. Nel frattempo i funzionari russi coinvolti nel massacro continuano ad essere tenuti lontano dalle inchieste a colpi di tangenti.

Mentre Putin "fa asfaltare i vialetti del cimitero, mentre vengono fatte lavare le tombe in marmo rosso, mentre si inaugurano due scuole da fantascienza e un gigantesco centro sportivo; opera affidaga alla milionaria Elena Baturina, moglie del sindaco di Mosca Luzhkov e zarina di ogni appalto (La Repubblica)". Mentre Putin cavalca l'onda della tragedia per riassettare il paese in chiave autoritaria stravolgendo i media e la Costituzione, "la gente di Beslan si trova a chiedere solo un pò di verità".

L'oscurantismo delle autorità russe copre prove accertate sull'utilizzo da parte delle teste di cuoio di 7 lanciafiamme durante le operazioni. Un tipo di arma vietata dalla Convenzione di Ginevra sugli atti di guerra. Testimoni e giornalisti che hanno assistito alle operazioni hanno parlato di elicotteri militari da combattimento bombardare l'efificio. E poi granate, colpi di mortaio ed altre armi da guerra. Un arsenale impiegano per un minuscolo campo di battaglia; strumenti da macello per un mattatoio di civili innocenti. Volevano celebrare come da tradizione l'apertura del nuovo anno scolastico; invece fra i banchi hanno trovato i terroristi e poi sono stati massacrati da chi invece doveva salvarli.

Massacrati da chi forse, aiutò i ceceni ad infiltrarsi nella scuola 1 di Beslan. Lo scorso gennaio, il capo della commissione parlamentare d'inchiesta, Alexander Torshin, riferiva ai giornalisti di complicità di alcuni funzionari dell'esercito con i membri del commando ceceno. Si annunciò il fermo di due uomini coinvolti nella vicenda e di altri due prossimi all'arresto nell'arco di poche ore. Sull'identità ed il ruolo di queste persone nulla si è più saputo.

Ad un anno da quel massacro le madri occupano i tribunali per chiedere verità e giustizia.Ad un anno da quei fatti chi fu "protagonista" e spettatore, ne porta il marchio sul corpo e nella mente. Segni indelebili che hanno segnato l'esistenza di genitori, figli, parenti delle vittime. Le testimonianze parlano di padri sotto shoc. Hanno perso moglie e figli in quell'inferno e ancora oggi, a colazione, apparecchiano per tutta la famiglia. Bambini tentano il suicidio perchè si sentono colpevoli di non essere morti con i cari. C'è chi ormai è insofferente al dolore fisico, chi si passa il ferro da stiro rovente addosso quando è da solo in casa.

Chi, come l'allora direttrice Lidia Tsolieva, tentò di assecondare i terroristi per non spingerli ad uccidere ed oggi è tenuta a distanza da un'intera città. Tutti la ignorano e lei che si sente condannata, spera soltanto di morire presto.

Beslan soffre e ha sete di giustizia. Intano il potere in Russia ha il coraggio di autoinvitarsi alle commemorazioni di questi giorni. Beslan non se ne fa niente della maschera solidale che indossa. Non serviranno i monumenti, le apparizioni in tv, le chiacchiere ad accertare i retroscena del più assurdo massacro della storia.



Commenti
#1   02 Settembre 2005 - 07:48
 
[ot] secondo me la coulter vuole convertire il mussulmano, mica si vuole convertire lei.
ps su bush: ma katrina non poteva passare lo scorso anno? visto che adesso tutti gli danno contro, vedi NYT...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FulviaLeopardi

#2   02 Settembre 2005 - 10:42
 
gli davano tutti contro anche prima, ora però la questione è di una gravità maggiore dal momento che riguarda il fronte interno...
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