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mercoledì, 31 agosto 2005

Come allontanare i gay dalla Chiesa?

Peduncolorosso ha dedicato pubblicato un post sull'imminente ufficializzazione, secondo il britannico Observer, di una norma pontificia che dovrebbe vietare di intraprendere la vita ecclesiastica agli omosessuali. Partendo dal principio che gli aspiranti chierici fanno voto di castità, inibendo teoricamente le proprie tendenze sessuali, una legge ecclesiastica del genere rappresenterebbe una discriminazione che non fa omaggio nè al Pontefice nè al sistema cattolico.

Vietando i voti, dovremmo vietare agli omosessuali di frequentare le celebrazioni religiose, di avere facoltà di confessione e ricevere la comunione come già avviene in molti casi per membri di coppie divorziate (ne ho sentito parlare, ammetto di non aver avuto la conferma che sia vero!).

Questa la giustificazione al decreto che è in studio già dal 2002 e che a breve dovrebbe entrare in vigore. Il tutto per prevenire scandalosi accaduti che potrebbero minare l'immagine della Santa Madre Chiesa«Studi dimostrano - scrive l'Observer - che una significativa percentuale degli uomini che entrano nei seminari per diventare preti potrebbe avere tendenze omosessuali. Per decenni, inoltre, sarebbero stati accolti e ordinati preti gay. A questo si aggiungano i diversi casi di abusi compiuti da esponenti del clero, scandali in cui spesso non si è trattato di pedofilia ma di omosessualità».

Un'espediente per estromettere dal dietro le quinte del mondo cattolico gli omosessuali, con l'aggravante del fatto che il sacerdozio pedofilo continuerebbe a predicare i Vangeli dagli altari di tutto pianeta e poi abusare brutalmente sui minori. Dovremmo estromettere anche quel tipo di cristiani, la cui sessualità malata è una vergogna per la società e per la chiesa.

Tuttavia il documento secondo alcuni osservatori vaticani sarebbe ancora in alto mare. Diverse le questioni morali che potrebbero essere sollevate da un divieto di questo genere. Non ultima quella di discriminazione nei confronti di chi, pur avendo tendenze omosessuali, conduce una vita casta e a cui questo documento precluderebbe a scatola chiusa la strada del sacerdozio. È anche l'Observer stesso a scrivere che alla Congregazione per l'educazione cattolica abbiano seri dubbi sulla direttiva.



Commenti
#1   31 Agosto 2005 - 11:44
 
Che ci frega, tnato noi abbiamo lui, il divino nanerottolo, che risolverà anche questo conflitto d'interessi, scriverà di suo pugno una legge che vieti ai gay di essere esseri umani, così non potranno più dar fastidio...
utente anonimo

#2   31 Agosto 2005 - 11:44
 
La cosa che infastidisce di più è che questi ancora equiparano l'omosessualità alla pedofilia... mah!
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#3   31 Agosto 2005 - 12:05
 
Qst dimostra ancora una volta ke la chiesa ha un desiderio di una società bigotta...comandata dal ponteficie...ke xò sarà solo una figura x abbindolare la gente xkè lui sarà a sua volta comandato dal nostro governo fascista del cazzo
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Blabliblabli

#4   31 Agosto 2005 - 12:57
 
sembra una norma orrenda, pero' e' un segnale: una chiesa sempre piu' dura e reazionaria... e' indice di una chiesa sempre piu' debole e in crisi che cerca di "serrare le fila". Nel mondo ormai il Papa viene preso in considerazione dagli italiani, dai polacchi, dagli irlandesi e forse da qualche sudamericano. per il resto del pianeta e' un fenomeno da baraccone, per fortuna.

ZS
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#5   31 Agosto 2005 - 12:59
 
...bella la nuova veste!
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#6   31 Agosto 2005 - 13:21
 
io una decisione del genere la vedo compromettente per tutte le frange gay cattoliche. Estromettere i gay dalla carriera ecclesiastica vorrebbe dire estrometterli anche dal praticare la religione o no? Sacramenti e voti a questo punto andrebbero messi sullo stesso piano.
Vedo tutto questo come una nuova sorta di caccia alle streghe.


Per quanto riguarda l'equiparazione, concordo con peduncolorosso. La pedofilia è deplorevole, è quella che è davvero anticristiana ed amorale. In tanti se ne infischiano, anzi, c'è chi li nasconde.
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#7   31 Agosto 2005 - 15:18
 
vedo con piacere che ritorni a parlare della Chiesa, purtroppo noto alcune imprecisioni anche gravi sull'argomento e sulla dottrina cattolica, permettimi dunque di illustrare alcuni argomenti in modo più oggettivo e con coscienza di causa.

innanzitutto sono pronta a scommettere quello che volete che non verrà mai stilato un documento del genere e il fatto che l'abbia scritto un quotidiano inglese (che tra l'altro al termine dell'articolo si smentisce da solo) mi facilita a credere che sia una grossissima bufala tanto per gettare dell'altro fango addosso alla Chiesa (gli inglesi sono alquanto preoccupati della fuga verso la Chiesa cattolica di centinaia di sacerdoti anglicani e di migliaia di fedeli dopo le stravaganti decisioni della chiesa anglicana riguardo ai preti donna e ai preti omosessuali).

Riguardo al valutare se un seminarista possa diventare prete, fidati, lo si è sempre fatto e sempre lo si farà. ma la cosa non deve essere vista come una discriminazione, ma come un valutare se un uomo possa fare il prete bene, o se la sua indole invece debba essere rivolta verso altre vocazioni, come per esempio quella del matrimonio. E' vero che prima di diventare prete si fa voto di castità, ma questo non toglie che il rettore del seminario e la guida spirituale del seminarista valuterà attentamente se il giovane può fare il prete, perchè converrai che non è un mestiere come un altro. non sono rari i casi in cui un giovane seminarista venga spinto a riflettere sulla propria vera vocazione, magari in seguito a una scappatella con una ragazza...o con un ragazzo!! E perchè mai? per descriminazione? perchè non si vogliono gli omossessuali nella Chiesa? no, per il semplice motivo che un prete deve fare il prete, sbagliando anche, ma certo non seguendo con scelta deliberata a priori il peccato (perchè è di questo che stiamo parlando), suscitando poi scandalo dopo che si scopre che quel prete ha una donna o un "amico"...

ma veniamo a dettagli più vicini alla dottrina; tu dici: "Vietando i voti, dovremmo vietare agli omosessuali di frequentare le celebrazioni religiose, di avere facoltà di confessione e ricevere la comunione come già avviene in molti casi per membri di coppie divorziate (ne ho sentito parlare, ammetto di non aver avuto la conferma che sia vero!)."
bhè, scusami, ma qui c'è proprio un errore grossolano che evidenzia come tu non sappia molto della dottrina cattolica e quindi bisognerebbe stare attenti a quello che si scrive. innanzitutto vietando i voti (concedendoti questa terminologia) a qualcuno non si esclude nessuno dalle celebrazioni religiose: un esempio? alle donne non è concesso (giustamente) di prendere i voti sacerdotali, ma ciò non impedisce di avere un ruolo importante all'interno della Chiesa (non farti abbindolare da opinioni vetero-femministe, questa è la verità) e di avere piena partecipazione ai Sacramenti. In secondo luogo gli omosessuali non sono esclusi dalla confessione e dalla Comunione ammesso che non siano in peccato mortale, regola che vale per tutti i battezzati, compresi i divorziati-risposati o divorziati-conviventi. Infatti non è detto che tutti i membri di coppie divorziate non possano partecipare alla Comunione, dipende dalla loro condizione, ma questo non è discriminazione, è sapere COSA E' la COMUNIONE. so che chi non è DELLA e NELLA Chiesa fatica a comprendere questa "regola" e la vede solo come una cattiveria, un giudicare, ma la realtà è molto diversa. anche chi è convivente o risposato o gay può partecipare alla celebrazione eucaristica, ma è evidente che non può partecipare alla Comunione, perchè è evidente che non è in Comunione con Dio, bensì in stato di peccato mortale (lontano da Dio).
tutto questo è molto di più che "regole" scritte o "norme" da rispettare, anche se agli occhi di un non credente (e purtroppo anche agli occhi di molti credenti) possono apparire tali.

scusate la prolissità, ma credo che conoscere meglio "l'altra campana" possa essere utile.
un cordiale saluto


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#8   31 Agosto 2005 - 15:36
 
beh, anche stavolta l'intervento seppur prolisso (ma va benissimo) è interessante. In primo luogo, non sono così praticante e lo ammetto, e rivelo anche la mia totale diffidenza nei confronti del clero a partire dal papa, all'ultimo dei preti.

Qui si discute di ipotesi prima di tutto, infatti come hai notato tu stessa l'articolo si smentisce da solo.

C'è comunque da ravvisare una certa avversità della chiesa nei confronti degli omosessuali, e questo non lo puoi negare, non lo può negare nemmeno Ratzinger.


Per quanto riguarda il "vietare i voti". Io non intendevo dire che la chiesa vieta ai gay di partecipare alle celebrazioni e sacramenti. Intendevo dire che l'estrometterli dalla pratica di sacerdoti, dovrebbe avere come risultato l'estromettere anche i gay non-preti dai sacramenti e dall'esercitare il culto.


Infine, ora che mi ci fai pensare. Una cosa del genere, finirebbe per creare una chiesa classista, finiremmo per essere non più un unico popolo al servizio divino, ma un popolo di fedeli diviso in classi (di figli e figliastri in parole semplici), così come si frantuma la società parlando in termini economico-culturali.
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#9   31 Agosto 2005 - 16:27
 
Le solite belle pensate clericali! Non tutti i gay sono omosessuali dalla nascita. Molti lo diventano con l'età. Un seminarista ordinato sacerdode a 24 anni può essere perfettamete etero ma diventare gay dopo dieci anni di forzata astinenza e comunque di impossibilità di avere contatti con il sesso femminile. Attorno alla parrocchia bazzicano in prevalenza ragazzi sui 15/17 anni, boyscout, chierici. Nella medesima abitazione dei parroci possono coabitare 3 o 4 preti magari coetanei. Quasi inevitabile cadere nell'omosessualità. Di chi la colpa? Ma naturalmente della chiesa bigotta e cieca che impone regole assolutamente assurde e contronatura. Perchè presso le altre religioni cristiane che ammettono il matrimonio dei preti gli scandali pedofili e omosessuali sono nettamente ingeriori? Vogliamo girare la domanda a Camillo Ruini, o al biancovestito bruciamaghetti?
Hereticus
utente anonimo

#10   31 Agosto 2005 - 16:59
 
C'è comunque da ravvisare una certa avversità della chiesa nei confronti degli omosessuali, e questo non lo puoi negare, non lo può negare nemmeno Ratzinger
ma non è questione di "negare", il fatto è che l'omossessuale, ma sarebbe meglio dire il gay (perchè l'omosessaulità è una tendenza che può anche essere non praticata e non è un peccato in sè) può trovare cmq posto nella Chiesa, ma senza pretendere che gli siano riservati "trattamenti" differenti dagli altri battezzati. il divorziato risposato può frequentare la messa, ma non può fare la Comunione, può partecipare alla catechesi e far parte della comunità, ma non è IN COMUNIONE con DIO, perchè per la Chiesa egli è in peccato mortale, ma questo non vuol dire che viene estromesso dalla Chiesa. e lo stesso vale per gli omosessuali "praticanti" diciamo così (perchè anche un omosessuale può essere casto e quindi rimanere IN COMUNIONE con Dio).
io quindi non parlerei di "avversione". la chiesa mantiene lo stesso atteggiamento con tutti i peccatori, perchè essa stessa è fatta di peccatori.

l'estrometterli dalla pratica di sacerdoti, dovrebbe avere come risultato l'estromettere anche i gay non-preti dai sacramenti e dall'esercitare il culto
no ti sbagli. un gay non viene estromesso dai sacramenti (ma si tratta "solamente" dell'Eucarestia) perchè gay, ma perchè peccatore, come qualsiasi altro peccatore. Se io convivo non posso partecipare all'Eucaristia e posso ricevere l'assoluzione solamente se mi pento e decido di cambiare vita...
non c'è una dottrina a parte per i gay, te lo assicuro.

non voglio fare una lezioncina di catechismo nè scendere in polemiche basse (certi commenti spingerebbero a questo), vorrei solo far comprendere che pur non condividendo nulla della Chiesa, si può - credo - averne una visione più umana conoscendone le "motivazioni" e le "spiegazioni" dottrinali, documentandosi e non fermandosi ad un'infarinatura di luoghi comuni.
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#11   31 Agosto 2005 - 18:57
 
Salve Articolo-21,
complimenti per l'argomento trattato.
Ho preferito risponderti dedicando un post.





Ripasserò volentieri a trovarti.
Ti Auguro Buona Serata e Felice Giornata prossima

Con Simpatia e Rispetto
Gentleman (Morris)
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#12   31 Agosto 2005 - 23:41
 
per quidestveritas: stavolta mi cadi in fallo.


Prima dici: perchè l'omosessaulità è una tendenza che può anche essere non praticata e non è un peccato in sè.


Poi mi vieni a dire: un gay non viene estromesso dai sacramenti (ma si tratta "solamente" dell'Eucarestia) perchè gay, ma perchè peccatore, come qualsiasi altro peccatore.

Allora fammi capire, sta benedetta omosessualità è contemplata o no? Prima mi dici che di per sè non è peccato, poi scrivi che l'omosessuale è peccatore. Si è macchiato di un peccato addirittura mortale!


Ultima ma non proprio ultima, c'è qualche passo biblico cui si può attingere per dire che l'omosessualità non è contemplata dalla parola di Dio? Illuminaci!!! Vista la nostra poca cultura in tema. Grazie come al solito per gli interventi ;-)


per GayGuy:il tuo post mi lusinga ed è per questo che voglio studiarmelo un pò alla volta. E' interessantissimo, davvero, e mi fa un gran piacere sapere che mi hai letto.

Saluti, Raffaele Greco. :-)
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#13   01 Settembre 2005 - 14:22
 
breve premessa: 1.siamo tutti peccatori in questa terra, ahimè..., etero, omo, donne, uomini, atei, credenti, ecc., tutti.
2.il peccato mortale è definito così non perchè sia stato ucciso qualcuno, ma perchè si è compiuto una grave offesa a Dio e quindi si pone la propria anima lontana da Dio e quindi si rischia la morte eterna. forse è una terminologia un po' retrò, ma rende bene l'idea.

ed ora vengo alla tua domanda:
sta benedetta omosessualità è contemplata o no? Prima mi dici che di per sè non è peccato, poi scrivi che l'omosessuale è peccatore. Si è macchiato di un peccato addirittura mortale!
mi rendo conto che il concetto non era espresso molto chiaramente, ma pensavo che conosceste la differenza tra omosessuale e gay (anche se forse non tutti saranno d'accordo). La Chiesa distingue fra tendenze e attuazione di queste tendenze. L'omosessualità è una tendenza e finchè rimane tale non è peccato,perchè un omo può benissimo affrontarla e superarla; per gay si intende invece chi "pratica" (magari anche con orgoglio), chi ha relazioni, ecc. ecc. in questo caso si cade in peccato mortale, ma allo stesso modo in cui ci cade uno gigolò, un adultero, ecc.

riguardo alle scritture puoi trovare tanti passaggi, ma ti citerò solo questo: «Non è bene che l'uomo sia solo» (Gn 2, 18). Con queste parole il libro della Genesi introduce la creazione di Eva, la prima donna. Il racconto ispirato della creazione spiega l'origine della differenza fra uomo e donna indicando che gli esseri umani, creati ad immagine e somiglianza di Dio (cfr Gn 1, 26), sono chiamati ad una comunione d'amore. Secondo il racconto della Genesi, la complementarità fra uomo e donna, un riflesso dell'«interiore unità del Creatore», è orientata a questa comunione.

nonostante abbia cercato di rispondere alle tue domande e per fare ciò mi sua appoggiata al catechismo e alla dottrina, non vorrei che questa tematica sia recepita solo come "normativa", come "regole" della Chiesa. sappiate, che ci crediate o no, che la Chiesa è madre, per tutti, e tutti potrebbero trovare qui il vero Amore.

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