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Aiutati 4 terroristi. Dov'è lo scandalo?
Il fedelissimo del Premier, politicamente parlando, ha finito per sgambettare il governo che immediatamente dopo la rivelazione parla di protagonismo del commissario straordinario e di assoluta autonomia delle azioni della Croce Rossa, e totale estraneità dai fatti (anche se il coordinatore di CRI al tg2 ha parlato di "coinvolgimento informale" di funzionari statali tra cui Gianni Letta). Seppure il buon Scelli stesse raccontando frottole, non sarebbero meno fondate del presunto riscatto pagato ai terroristi. Anzi, questa sarebbe vergogna. Portando soccorso la prova che un pizzico di umanità esiste ancora rincuorerebbe tutti, filoberlusconiani compresi. "Non trattiamo con i terroristi" dicono dalle poltrone di governo. Purtroppo pochi si rendono conto che dall'altra parte c'è gente pronta a farsi saltare in aria con giubotti imbottiti di tritolo. Pochi non realizzano che dall'altra parte ci sono pseudo esseri umani capaci di tagliare a crudo la testa di un ostaggio, a massacrearlo ed infierire sul cadavere. E sfido chiunque a dimostrare che tutte le operazioni di salvataggio di ostaggi in Iraq non siano state portare a buon esito senza il pagamento di anche minuscole cifre di riscatto. L'annuncio alla tv ha portato la memoria alla più inspiegata delle perdite italiane da quando stiamo osservando le vicende irachene. Un solo nome, Nicola Calipari. Tante domande su quell'omicidio non hanno trovato ancora risposta e quel caso, malgrado ciò fu archiviato come un errore compiuto dai giovani americani spaventati da quell'auto sfrecciante verso il check point, scambiata per un'auto bomba. Che si trattasse di una vendetta organizzata per punire gli italiani che aiutano i terroristi? L'aggravante del "tener nascoste le operazioni agli americani" non fa altro che spingere di più quest'ipotesi nell'elenco delle possibilità. E il distacco che traspare dal comunicato del Dipartimento di Stato a stelle e strisce "sono cose che riguardano gli italiani", suona come il tentativo di non esporsi troppo sotto la luce dei riflettori per non accendere sospetti. Una condotta originale, che sa di nuovo per gli onnipotenti americani. Pensando a Calipari torna in mente il silenzio imposto nei giorni successivi la sua morte su una possibile imboscata architettata dall'armata USA per dare una lezione ai poco allineati italiani. Se le rivelazioni fossero confermate, una catena di misfatti verrebbe finalmente a galla. E ciò tradotto in termini politici rappresentarebbe una pugnalata alle spalle, in vista della tornata elettorale, per la compagine di governo. E' per questo, come scrive Repubblica, che in ventiquattro ore l'uomo che Gianni Letta portava in palmo di mano, vicino agli occhi del Presidente del Consiglio; che a Palazzo Chigi ha accompagnato la gestione di ogni crisi degli ostaggi, retrocede al grado di chi non sa cosa dice e mente per vanità. Se invece si trattasse di vanita? Sarebbe la più sconcertante delle giustificazioni. Se Scelli si fosse espresso in quel modo per semplice spirito di protagonismo? La sua carriera sarebbe compromessa. E la rivelazione da parte di chi opera nel settore della liberazione di ostaggi, fa pensare anche a questo. Non ci si alza la mattina dopo aver partecipato in prima persona alla delicata liberazione di due operatrici umanitarie, sbandierando ai quattro venti delle compromettenti verità sulle trattative e le operazioni condotte per il rilascio delle prigioniere. In gioco c'è la propria immagine, e soprattutto la propria pelle. Se l'intento è politico, ed è mirato a pubblicizzare la propria immagine, Scelli avrà di che rimpiangere e vergognarsi. Anche perchè fioccano le voci sulla presunta vendetta nei confronti del Premier, per il fallimento della convention di "Movimento Giovani" la cui direzione sarebbe toccata proprio al commissario straordinario della CRI, pupillo del Primo Ministro, credo fino a 48 ore fa. L'ultima possibilità, forse tra le tante la più sconcertante, sarebbe il tentativo di guadagnare punti in immagine e finanziamenti per l'ente cui si opera. Sismi contro CRI per intenderci, che da quando sono impegnati nel salvataggio di prigionieri sui fronti di guerra, non fanno altro che farsi battaglia su onori e meriti dei buoni esiti. Con le rivelazioni di Scelli, lo scontro sarebbe giunto ad un'inaspettato epilogo. Postato da raffaelegreco alle 15:14 | Permalinkatemi | commenti (10) | riflessioni, guerre globali, media e disinformazione
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