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Non serve il conservatorismo cattolico.
"C'è oggi una dimenticanza di Dio, ma al tempo stesso un sentimento di frustrazione".
Il pontefice parla dal palco di Marienfeld chiudendo la GMG 2005 a Colonia. Parla di dimenticanza di Dio da parte dei giovani e della società. Parla di frustrazione, di religione come prodotto di consumo.
I giovani sono stanchi di Dio. Secondo una tradizione generale che si sta protraendo in questi ultimi decenni grazie, soprattutto, all'avanzare delle tecnologie, della tecnica, che rende l'uomo inavvicinabile ed insuperabile. Vero padrone del cosmo. I fatti di cronaca raccontano di guerre, violenze, morti improvvise portano la mente ad immaginare la fuga dell’Altissimo. Un autoesilio che l’abbia costretto ad abbandonare le sorti del mondo nelle mani dei propri sudditi.
Nei campi di battaglia, nell'animo di chi muore in malattia. E' attraverso la sofferenza che il giovane scorge la mancanza di Dio. Non siamo più parte di un disegno, ma ognuno un disegno a se stante. Tutti abbiamo il bisogno di misurarsi prima con se stessi poi con gli altri. La psicologia eccentrica ed egoistica del nostro tempo ha plasmato l’idea di esseri inafferrabili e al centro del tutto.
Si aggiungano le sconvolgenti cronache che ruotano attorno ai piani alti dei palazzi ecclesiastici, ma anche i più bassi nelle fondamenta vere della chiesa cattolica. La chiesa romana non è fra le colonne e le statue di San Pietro, ma nelle parrocchie di periferia. Preti pedofili e truffatori colpiscono negativamente la fede dei giovani che vedono scivolarsi di mano la fiducia nei confronti di chi ascolta le loro colpe e gli commina penitenza. Vedo in questo uno dei motivi maggiori della scristianizzazione in atto. Sarà analisi superficiale ma sfido chiunque a non aver messo in discussione il proprio legame con la chiesa cattolica romana dopo aver ascoltato notizie di padri che violentano bambini o sono coinvolti in truffe, con la complicità del Vaticano che tenta, costi quel che costi, di zittire ogni voce sugli accaduti.
E la frustrazione segnata dal peccato cresce una volta che l'individuo si trova senza riferimenti. Il riferimento spirituale, si sa, è insito dell'uomo. Chi già vive nel dolore finisce è segnato dagli certi aspetti macabri del cattolicesimo. Va poi detto che la frustrazione è qualcosa di genetico nella religione più ricca e professata del mondo. Il concetto di peccato, ricorda Nietsche, "ha creato una società frustrata". Limiti di espressione e d'azione che circoscrivono il credente e non gli permettono "di godersi la vita". Cosa intendeva Ratzinger per godersi la vita non lo ha specificato in quel di Colonia. Non lo hanno specificato i giornali, non lo hanno spiegato le televisioni nè le radio. Che cosa significa per madre chiesa cattolica godersi la vita?
"La religione diventa un prodotto di consumo. Si sceglie quello che piace e alcuni sanno trarne un profitto".
Clamorosa affermazione del momento che a Roma, fra le strade Vaticano è stracolmo di affaristi, anche in toga ecclesiastica che fa lucro sulla fede. Celebrazioni ordinarie e straordinarie vengono svolte sotto retribuzione. Lo IOR, è assodato, incassa milioni di euro dai fedeli e dai governi di mezzo mondo. E il tutto si consuma in assoluta segretezza. Nessuno sa quanto deposito si trovi nelle casse vaticane, ne quanto effettivamente i proventi delle donazioni vengano investiti in "Opere Religiose". A parte gli spot pubblicitari che urlano ai quattro venti di "firmare per l'otto per mille", non molto viene detto su come vengano impiegati questi soldi. Ricordiamo che gli istituti di credito vaticani, sono inaccessibili ad estranei allo Stato Pontificio, quindi non appartenenti al clero.
E la stessa esperienza di Colonia ha dimostrato quanto commercio si cela all'ombra di San Pietro. Papa gadget negli shop della città tedesca e su Internet. Zaini stracolmi di fischietti, magliette, bandierine, cappellini e addirittura (leggevo poche ore prima dell'inizio della giornata dei giovani) l'orologio con stampata la foto di Ratzinger (a 45 euro). Se questo non è commercio?! E questo circolo vizioso di incertezze e paure spinge i più fragili a scegliere altre vie. A discostarsi dalla dottrina e dall'etica romana. A speculare su di essa e remare contro di essa. Pullulano le sette segrete, religiose ed antireligiose. Pullula il popolo dei fattucchieri e dei medium, degli indovini. Si inventano dottrine all'inverosimile pur di conoscere la verità dal momento che quella cattolica è stata scalfita dalla condotta vergognosa di preti e proseliti.
Ed il conservatorismo che traspare nelle parole di papa Ratzinger non fa ben sperare. Un potefice troppo distaccato in un mondo che ha bisogno di comunicare, non porta altro che ulteriore scollamento fra i fedeli, le dottrine e le strutture cattoliche.








