16:20
WFP sotto accusa:cibi illegali.
Gli ambientalisti delle organizzazioni centroamericane vanno all'assalto degli alimenti del World Food Programme contenenti materiale geneticamente modificato fra cui una qualità di grano vietata al consumo umano.
Lo scorso mercoledì in contemporanea su cinque diverse emittenti televisive di cinque nazioni centroamericane, oltre 70 organizzazioni hanno confermato che i test effettuati sugli alimenti distribuiti per mezzo del WFP contengono un altissimo livello di prodotti modificati geneticamente.
La maggior parte delle risorse distribuite in Nicaragua, Honduras, El Salvador e Guatemala, così come altri beni importati dai mercati commerciali tradizionali in Costa Rica e nelle isole caraibiche della Repubblica Dominicana, giungono dalle industrie degli Stati Uniti.
Genetic ID, un laboratorio indipendente a stelle e strisce, ha analizzato oltre 50 specie di alimenti forniti ai sei paesi, individuando una presenza di OGM nell’80% di essi. L’alimento in cui è stato riscontrato il livello più alto di “ingredienti” di questo genere, con oltre il 70%, proviene dal Guatemala.
Gli attivisti aggiungono che la verifica conferma come alcune varietà di cibi arrivate in Guatemala per conto del WFP contengano il cosiddetto StarLink, un tipo di grano transgenico vietato al consumo umano per i rischi allergenici sull’uomo riscontrati nel 2000 e che allora comportò il ritiro del prodotto dai mercati.
L’organizzazione Friends of the Earth International (FOEI), precursore dell’inchiesta che ha coinvolto ambientalisti, organizzazioni per la difesa dei diritti umani, cooperative commerciali e numerose associazioni di piccoli e medi produttori, ha espresso la propria preoccupazione per la salute di donne e bambini, i principali destinatari degli aiuti WFP nell’America Centrale.
La richiesta degli attivisti è l’immediato ritiro da parte delle Nazioni Unite dei cibi modificati. Un membro di FOEI afferma che anche lo 0.1% di StarLink presente nei prodotti importati dal Guatemala, può rappresentare un rischio “poiché ogni percentuale rende tal vivande non commestibili”, dato che questa varietà di grano è destinata al consumo esclusivo degli animali.
Alejandro Lopez responsabile dell’ufficio regionale del WFP per l’America Latina ha subito respinto le accuse di chi vede gli aiuti alimentari dell’ONU come un pericolo per la salute di chi ne beneficia, affermando che tutti i prodotti destinati al programma rispettano gli standard dei paesi donatori.A detta di Lopez, i cibi devoluti vengono testati e certificati dalla FAO e dall’Organizzazione Mondiale per la Salute (WHO). Nell’ambito della possibile distribuzione di alimenti transgenici, Lopez spiega che il WFP figura come il primo responsabile dell’integrità degli alimenti distribuiti e che essi non rappresentano alcuna fonte di rischio per chi li riceve.
“La questione dei cibi geneticamente modificati è ormai una questione storica in cui il WFP non dovrebbe essere coinvolto”, commenta.
Mario Godinez, rappresentante di Friends of the Earth-Guatemala, ritiene “inaccettabile” l’importazione di grano non autorizzato al consumo umano. Per gli attivisti la questione richiede massima serietà ed urge che il WFP ritiri immediatamente dal programma tutti i cibi contenenti OGM, poiché i papabili effetti sulla salute umana sono ancora da chiarire.
Wagner Ochoa, un altro attivista di Friends of Earth, ha testimoniato durante la conferenza come la maggioranza dei destinatari degli aiuti abbia denunciato che il grano “ha uno strano sapore”.Molte persone a cui abbiamo chiesto un’opinione in merito ai cibi che consumano, hanno risposto che preferiscono darli in pasto ai maiali, poiché non hanno proprio un bell’aspetto”.
Per Jaime Vallare, direttore del WFP in El Salvador, la FAO rappresenta l’organizzazione più competente nel campo degli alimenti, e l’unica che può certificare l’effettiva qualità dei prodotti. E la FAO naturalmente non può permettere al WFP la distribuzione di alimenti contenenti StarLink. Vallare accusa le organizzazioni non governative di ricordare che “il WFP prevede un singolo caso di distribuzione di cibi transgenici”. Nel 2004 il WFP ha dato cibo a 105 milioni di persone in tutto il mondo, e non esiste alcun caso di problemi alla salute di chi ne ha beneficiato”, ha aggiunto.
Ciononostante gli ambientalisti, le cooperative di commercianti e le associazioni di medi e piccoli produttori che hanno preso parte alla conferenza mercoledì, ritengono questo, un espediente per introdurre le colture OGM nei paesi beneficiari degli aiuti.
Fabian Pacheco dell’Associazione Ecologia Sociale in Costa Rica ha confermato il suo rigetto nei confronti della condotta delle Nazioni Unite poiché non esiste ancora nessun chiaro studio che possa esentare i cittadini dal rischio di effetti collaterali, dall’uso di OGM.L’attivista ritiene necessaria una moratoria in Costa Rica per il ritiro dai mercati di cibi transgenici, e che permetta più approfonditi studi su tali risorse alimentari.
Tratto da IPS News.








