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Free Burma!
lunedì, 31 gennaio 2005

CAMBIA LA FORMA, MA LA SOSTANZA...

Per un attimo anche il sottoscritto è rimasto abbagliato dall'illusione (lecita) che un mondo libero, democratico sia davvero realizzabile. Anche i più scettici hanno avuto la sensazione che 25 vittime possano "essere un utile investimento" per il trionfo di una giusta causa, di un nobile ideale.

Cosa sbirciano le telecamere nei seggi mentre gli elettori scelgono segretamente i propri rappresentanti?C'è chi ha posto un attimo da parte i massacri reiterati in due anni di scontri da una parte (coalizione) e dall'altra (resistenza). E' bastato un nonnulla, un semplice balzo al di là della propaganda mediatica succibe del denaro e della politica dei profitti, per cadere nel vuoto della disillusione. Uno scatto emblematico per mandare in frantumi quella straordinaria illusione che ci eravamo convinti potesse essere finalmente trasformata in realtà; per renderci conto che ciò che stavamo vivendo era nient'altro che una pura messinscena, architettata con cura maniacale al dettaglio. Occorre commentare questi fotogrammi per rendersi conto che ieri l'Iraq ha vissuto un giorno come tutti gli altri? Che ieri, ha vissuto l'esperienza del detenuto innocente in attesa del carceriere che gli fa: "Ehi prigioniero, sei libero". E proprio sull'uscio della prigione, qualcosa ti incastra di nuovo e sei già ammanettato ed impacchettato per essere spedito in gattabuia.

Per un attimo abbiamo avuto l'illusione che un mondo libero è davvero possibile.Ieri il popolo iracheno ha vissuto la stessa malinconica favola senza neppure accorgersene.
Il 60% dei votanti è un segno tangibile del gran disio di un popolo martoriato da anni di ferreo e drammatico regime e sta a dimostrare che in fondo, questi islamici non sono poi così diversi dagli "infedeli occidentali" che, marciando sull'ignoranza dell'occupato, hanno imposto ad arbitrio le regole del gioco.

A cosa servivano macchie indelebili sugli indici dei votanti? E le telecamere che sbirciavano gli elettori nell'atto di scegliere i propri rappresentanti?

Non crediamo di volerci aggrappare a degli stupidi cavilli. E non siamo nemmeno dell'avviso che siano queste le regole della buona democrazia, quella libera posta in auge da George W. e dai suoi scagnozzi, italiani compresi ovviamente.
A cosa servono quelle dita intrise di inchiostro indelebile?A Baghdad e in tutto l'Iraq ieri, lo spauracchio liftato (ormai è una moda) del vecchio regime è tornato ad incombere sulle teste di milioni di iracheni illusi di essere finalmente liberi: è cambiata la forma, ma la sostanza è rimasta immutata.

foto tratte da Robna Kukà



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