Chi sciopera, o anche solo tenta di organizzarsi per farlo, va diritto in prigione. Accade in Corea del Sud agli statali che in questi giorni si mobilitano contro le leggi antisindacali del governo Roo Moo Hyun. Nella prima settimana di novembre, le due maggiori sigle della funzione pubblica, Kgeu e Npou, stavano procedendo al voto di un'azione di protesta per l'affermazione dei diritti di associazione, contrattazione e sciopero (finora negati dalla legge), quando la polizia antisommossa ha cominciato a fare irruzione in tutte le sedi dei sindacati, uffici pubblici, ospedali e scuole.
Sono state arrestate quasi 200 persone, tra attivisti e iscritti, e bloccate tutte le sezioni di voto, da Seul a Uslan, da Gokseong-gun a Jeonnam, con perquistizioni a tappeto anche negli uffici dei sindacalisti e nelle loro case. In Corea del Sud, ogni protesta nel pubblico impiego, che conta oltre 150mila lavoratori è considerata illegale e lo sciopero proclamato dalle due organizzazioni serviva proprio a fare pressione sul governo affinchè introducesse alcune libertà elementari. Il presidente Roo Moo Hyun è stato eletto a dicembre del 2002 anche per le promesse di estensione di questi diritti, ma finora ha proposto solo una riforma molto limitata e inefficace, preferendo la repressione al dialogo sociale.
La legge del governo, ancora ferma all'Assemblea nazionale, il parlamento coreano, prevede esclusivamente diritti di organizzazione e di contrattazione, ma non quello di sciopero, perchè si tratterebbe di «interruzione di servizio pubblico essenziale». Ma il diritto allo sciopero è fortemente limitato anche nel privato, in Corea: se imprese e sindacati non raggiungono un accordo entro un periodo stabilito, in base a un principio di «arbitrato obbligatorio» può intervenire una commissione governativa che impone la fine della trattativa e una soluzione alla disputa, limitando - fino a impedirla - l'azione della parte più debole, quella dei lavoratori.
Succede nella metalmeccanica, ad esempio, in cui vengono continuamente ostacolate le rivendicazioni nell'industria automobilistica, della Kia motors e della Hyundai, oppure nella sanità privata, come nel caso delle cliniche cattoliche che l'anno scorso non hanno sentito ragioni di fronte a uno sciopero «illegale» di cinque mesi e all'intervento dello stesso Vaticano. «Abbiamo già preparato un'ottima legge - ha dichiarato il ministro del lavoro Kim Dae-hwan - e non possiamo permettere un'azione di sciopero perchè servirebbe solo a ritardare l'attuazione della riforma». Dae-hwan ha minacciato anche di licenziare quanti parteciperanno alle diverse forme di lotta che i sindacati stanno preparando. «Vista l'intransigenza del governo - ha detto il portavoce della Kgeu, Jung Young-hae - non possiamo che procedere direttamente allo sciopero, anche senza il voto di maggioranza». La giornata di blocco generale degli statali è stata fissata per lunedì 15 novembre, infatti, ma nei giorni che la precedono e in quelli successivi saranno adottate altre misure, come la «campagna per il potere del lavoro».
I dipendenti pubblici rispetteranno l'orario, dalle nove alle sei, ma fermeranno ogni servizio durante l'ora di pranzo: «Con questa campagna non vogliamo danneggiare i cittadini ma solo sensibilizzare sulla grave situazione che viviamo e far conoscere le noste ragioni», ha spiegato Jung Young-hae.
La delusione per le promesse mancate del governo, per la repressione dei lavoratori e verso i migranti, oltre che per le sue scelte neoliberiste in campo economico e filoamericane in politica internazionale, sta spingendo tutto il sindacato coreano a una mobilitazione ancora più vasta. La maggiore confederazione del lavoro, la Kctu ha già raccolto l'adesione del 70% degli iscritti per uno sciopero generale da proclamare dopo il 23 novembre. «Ci opponiamo alla negazione dei diritti fondamentali dei dipendenti pubblici - ha dichiarato il presidente, Lee Su-ho - ma anche alla legge disumana sull'immigrazione, all'accordo sul libero commercio con il Giappone e al ritiro delle truppe dall'Iraq».
tratto da Il Manifesto.