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Free Burma!
mercoledì, 25 agosto 2004

GIORNALISTA IMPRIGIONATA IN ISRAELE.

La settimana scorsa è stato impedito a Ewa Jasiewicz, giornalista inglese del magazine Red Pepper, di entrare in Israele. Alle sue proteste le autorità israeliane hanno risposto rinchiudendola in un centro di detenzione. Venerdì le autorità israeliane si sono offerte di liberarla su cauzione, affermando di non aver nessun elemento per trattenerla. Tuttavia le autorità hanno precisato che sarebbe stata liberata solo a condizione che non sarebbe entrata nei Territori Occupati. La cauzione di 30.000 shekels è stata pagata da un amico, ma lo stato israeliano si oppose alla sua liberazione ed il caso approderà alla Corte Suprema la settimana prossima.
Nel frattempo la giornalista Jasiewicz rimane in detenzione. I suoi colleghi sospettano che Jasiewicz abbia ricevuto questo trattamento per aver smascherato l'uccisione di un ragazzo palestinese di 13 anni a Nablus da parte di un soldato israeliano; un episodio la cui testimonianza oculare della Jasiewicz ricevette allora una copertura considerevole da parte della stampa israeliana. Il redattore Hilary Wainwright si è rivolto al segretario Jack Straw affinchè metta in atto "una forte protesta su quasto atto oltraggioso". "L'arresto di Ewa - ha proseguito Wainwright - è un atto di censura perché le autorità non vogliono che il mondo sappia ciò che ha da dire in quanto testimone dei crimini dall'IDF." L'Unione Nazionale di Giornalisti (NUJ) ha esortato anche il governo britannico ad intervenire.

Fonte: http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk_politics/3583534.stm





Postato da raffaelegreco alle 15:03 | Permalinkatemi | commenti |

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