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giovedì, 12 agosto 2004

LUTTO A SALENTO, 22ENNE VITTIMA DELL'URANIO IMPOVERITO.

Tre giorni fa la leucemia mieloide e linfatica si è portata via Luca de Marco, 22 anni, un militare di Salento (provincia di Salerno) partito nel dicembre 2002 per l'Albania come volontario dell'Esercito.
Secondo i genitori potrebbe essere un'altra vittima della pace, una degli oltre trenta militari che finora risultano ammalati sotto le armi, per l'effetto dell'uranio impoverito. Una testi che viene respinta dai vertici dell'esercito: «La malattia si è manifestata dopo il congedo per fine ferma del ragazzo e mai i comandi militari sono venuti a conoscenza del suo stato di salute» fanno sapere dal Comando L'uranio impoverito fa la sua ennesima vittima. Questa volta un 22enne salernitano muore di leucemia mieloide e linfatica.Reclutamento e Forze di Completamento regionale "Campania" di Napoli. «L'Esercito - aggiunge la nota - che mai ha trascurato i suoi uomini, si sta adoperano per l'assistenza ai familiari e un alto ufficiale si recherà a Salento per fornire tutto il sostegno necessario». Dal 19 giugno 2002 Luca de Marco era incorporato nel sesto blocco di volontari in ferma annuale della Brigata "Pinerolo" di Bari. Il 21 novembre - secondo la documentazione del distretto militare di Salerno - in vista dell'impiego all'estero, era stato sottoposto ad analisi del sangue all'ospedale militare di Bari.

Nei Balcani è rimasto dal 7 dicembre al 12 gennaio 2003 come addetto al magazzino radio con la missione di pace "Joint Guardian". Il suo sogno era di mettere da parte dei soldi e sposarsi. Ma appena tornato in Italia, è inziato il calvario: a luglio dell'anno scorso la diagnosi della malattia, a febbraio 2004 il trapiando di midollo.
La famiglia chiede ora di accertare le cause della morte e, soprattutto, di avere chiarezza. «Stiamo valutando l'ipotesi di rivolgerci all'Associazione Vittime - afferma il legale dei genitori di Luca, l'avv. Gianfranco Scarpa, sindaco del paese cilentano - Abbiamo chiesto di visionare presso gli ospedali militari dove Luca è stato ricoverato le cartelle cliniche per verificare il rapporto causa/effetto tra l'esposizione alla contaminazione e la leucemia che lo ha ucciso. Abbiamo ottenuto la documentazione da Bari - prosegue l'avvocato - non ancora da Caserta. Andremo avanti nell'azione giudiziaria».

Luca de Marco ottiene il congedo il 18 giugno 2003 ma già da tempo, hanno raccontato i genitori al legale, avvertiva una grande stanchezza. Il giovane si ricovera nella strutture militari e non fa sapere nulla ai familiari, per non farli preoccupare. «Gli esami del sangue erano nei valori normali il 15 gennaio 2003, dopo il rientro in Patria» sostiene la nota dell'esercito. Poi, un lieve miglioramento dello stato di salute rilancia la speranza dei genitori del ragazzo. «Hanno lottato per un anno» ricorda il legale. Poi la morte. All'ultimo saluto, nella chiesa di Santa Barbara, erano in tantissimi.

tratto da La Città di Salerno.










Postato da raffaelegreco alle 15:42 | Permalinkatemi | commenti |

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