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martedì, 10 agosto 2004

ATENE 2004: ECOMOSTRO OLIMPICO.

A meno di tre giorni dall'inizio della storica manifestazione sportiva che coinvolge in gran parte tutte le nazioni del globo, GreenPeace pubblica un rapporto in merito al rispetto delle linee guida diramate dal CIO in collaborazione con le associazioni ambientaliste riguardo l'utilizzo di tecnologie e materiali edili per la costruzione delle strutture in cui si svolgono i giochi olimpici.
A detta di Green Peace sul cui sito è reperibile il testo in italiano del rapporto "How Green the games?", poche se non proprio nessuna di queste linee guida sono state rispettate durante la costruzione degli ambienti in cui si svolgerano le prossime Olimpiadi ad Atene.

Green Peace accusa il governo greco per gli ecomostri edificati nella capitale greca.Il documento lancia accuse nei confronti del governo greco e del Comitato Organizzatore (ATHOC) che a partire dal '97 (anno della candidatura di Atene) avevano promesso "I progetti saranno realizzati con l'uso di tecnologie e materiali rispettosi dell'ambiente e questo sarà un prerequisito fondamentale per tutte le proposte rilevanti".
A meno di tre giorni dall'inizio dell'evento "tali raccomandazioni, non sono state prese in considerazione dalle ditte appaltatrici" che hanno portato avanti i lavori non curanti delle conseguenze devastanti di materiali poco rispettosi dell'ambiente (fra tutti i materiali plastici in PVC) in una città come Atene nota già per l'alto tasso di inquinamento. "Il governo greco è stato molto in ansia per la consegna dei progetti entro i termini stabiliti - descrive ancora il blocco dell'associazione ambientalista - ma non ha prestato molta attenzione alla qualità dell'ambiente di questi progetti". GreenPeace chiede dunque al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) di intervenire severamente affinchè lavori e ristrutturazioni per eventi come quello che si appresta a riunire nella capitale greca cittadini di tutto il mondo, siano rivolte in primo luogo al rispetto dell'ambiente.

Ancora una volta quindi, la politica economica e del "costi quel che costi" ha vinto sulla tutela e conservazione del patrimonio floristico e faunistico. Ancora una volta, la paura di perdere un'opportunità economica da leccarsi i baffi ha preso il sopravvento sul resto, con tutte le conseguenze che deriveranno nel tempo.
Non bisogna dimenticare che un evento come le Olimpiadi lasciano il segno (economicamente parlando) col passare degli anni nella città ospitante e nella maggioranza dei casi, all'intera nazione. Le strutture, oggi adibite a centri sportivi e quindi anche contatto col mondo naturale, un domani avranno effetti devastanti nei siti in cui sono stati istallati dopo aver portato alle casse di un popolo palate di miliardi.









Postato da raffaelegreco alle 15:33 | Permalinkatemi | commenti |

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