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Amnesty contro le intimidazioni alla stampa argentina.
"Noi ti uccideremo,puttana...".
"Uccideremo prima tuo figlio".
"Vorresti vederlo con una pallottola al petto?".
Minaccia registrata da una chiamata anonima a Clara Britos, giornalista e direttrice di un giornale.
Gli attacchi alla libertà di espressione stanno crescendo in Argentina nell'ultimo anno. Alcuni giornalisti non possono pubblicare il proprio lavoro senza ricevere intimidazioni ed attacchi fisici contro se stessi e spesso contro i propri familiari.
"La violenza e l'intimidazione subita dai giornalisti argentini durante e dopo il collasso economico del dicembre 2001 dovrebbe essere posto all'occhio degli investigatori e studiato da funzionari indipendenti, super partes", ha raccomandato Amnesty International. Le violenze da parte degli agenti di polizia sono ormai di moda fra gli addetti stampa diventando attività quotidiane nella professione del poliziotto. Specialmente a partire dagli eventi del dicembre 2001".
Queste le parole di Christian Frolich, fotogiornalista di Buenos Aires corrispondente di Crònica.
Nel rapporto diffuso lo scorso 28 giugno, Amnesty International ha riassunto i casi di violazione di diritti umani nei confronti dei giornalisti argentini tra il gennaio 2002 e marzo 2004, molti dei quali ancora chiedono di essere analizzati dalle autorità competenti. Il rapporto denuncia le restrizioni imposte dallo stato alla libertà di espressione in Argentina ed è corredato di un elenco di oltre 59 casi di abusi contro i reporter nel paese.
A tutto ciò bisogna aggiungere le violenze subite dai giornalisti durante le operazioni di controllo delle manifestazioni di protesta così come le intimidazioni agli addetti stampa ed ai familiari di quelli che investigano sulla corruzione delle forze armate.
Amnesty International, per proteggere la libertà di stampa chiede alle autorità argentine:
- di condurre indagini in modo estremamente imparziali sulle violenze perpetrate ai giornalisti argentini;
- la massima trasparenza nel corso delle investigazioni, rendendo pubblico ogni sviluppo;
- fare giustizia nei confronti dei responsabili di tutto ciò;
- garantire i diritti delle vittime e dei loro parenti.








