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ONU, investigare sulle violenze in Birmania Finalmente il Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU ha espresso la propria condanna per le violenze della giunta militare birmana perpetrate nel corso della repressione delle proteste e chiesto, con apposita risoluzione, il permesso di inviare uno speciale Rapporteur per aprire un'ichiesta.Questo il risultato della riunione straordinaria del Consiglio tenutasi oggi proprio per discutere della grave situazione di queste settimane nel Myanmar. La risoluzione pronuncia la "forte preoccupazione per le modalità della repressione operata nei confronti dei manifestanti non violenti della Birmania, in particolare per le cariche, gli omicidi, gli arresti arbitrati e le crescenti sparizioni di dissidenti". Il Consiglio invita il governo a concedere all'osservatore Paulo Sergio Pinheiro il visto ad entrare nel Paese per svolgere attività di indagine sullo stato dei diritti umani in questo momento. L'ente per i diritti umani delle Nazioni Unite ha espresso l'intenzione di presentare i risultati delle attività investigative all'Assemblea Generale ed al Consiglio di Sicurezza. Ciò malgrado, Aung Myo Min, direttore dell'Istituto Educativo per i Diritti Umani in Birmania, con sede in Tailandia, ha espresso preoccupazione sull'efficacia della risoluzione. Ciò dovuto alla mancanza di indicazioni chiare sul cosa accadrebbe nel caso di un rifiuto del visto a Pinheiro. "Che succede se i militari rifiutano l'arrivo dell'osservatore ONU? Bisogna prendere atto anche del fatto che la giunta sta facendo di tutto per ripulire il Paese da prove che indicherebbero violazione dei diritti umani; così facendo, anche se si permettesse l'entrata di osservatori ONU, sarebbe difficile risalire alla verità dei fatti". Pinheiro, il cui visto per entrare in Birmania è stato negato negli ultimi due anni, insieme con altri esperti delle Nazioni Unite in tema di diritti umani, ha firmato un documento di condanna nei confronti del governo militare per la brutale repressione ed invitato il Consiglio "a mostrare determinazione nell'adottare tutti i necessari provvedimenti per il rispetto dei diritti in Myanmar". Postato da raffaelegreco alle 20:52 | Permalinkatemi | commenti | mondo, diritti umani, guerre globali, controllo e repressione
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11 settembre
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