venerdì, 28 settembre 2007
11:54

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Birmania, le milizie sparano ai bambini

Archiviato da raffaelegreco in: mondo, diritti umani, guerre globali, controllo e repressione
Frammento di cervello umano in Birmania appartenente ad un giovane dimostrante ucciso dai militi durante la giornata di giovedì a Rangoon.

Questo è il frammento di cervello umano appartenente ad un giovane dimostrante ucciso nel pomeriggio di ieri durante i violenti attacchi effettuati dalle forze di sicurezza del regime birmano a Tarmwe Township, Yangon, la seconda città del Paese.
Le forze di polizia locali sono accusate di non aver utilizzato nelle operazioni di dispersione della folla i tradizionali manganelli gommati ma manganelli in ferro capaci di fracassare facilmente un cranio.
Questa foto è stata scattata subito dopo la rimozione del corpo del ragazzo colpito a morte; rimozione effettuata dagli stessi militi.
Intanto nella blogosfera c'è chi comincia a gridare al "genocidio". Foto tratta da Myanmar-Genocide2007


Studenti uccisi durante le proteste di giovedì pomeriggio

Un giovane studente colpito a morte durante gli scontri con le milizie del regime in Birmania.

Giovani studenti assassinato nella giornata di ieri a Rangoon. I militari hanno preso d'assalto le scuole, picchiato ed ucciso gli studenti ed i loro genitori accorsi per difenderli dalla furia del regime.
Foto tratta da Democratic Voice of Burma.

In Birmania la repressione da parte del regime militare è iniziata. Anche i bambini finiscono sotto i colpi dei semi-automatici in dotazione alle forze armate del regime

Un bambino di nove anni colpito da una raffica durante i cortei di protesta in Birmania.
Foto tratta da BurmaNet.


Milano: CGIL, CISL, UIL a sostegno del popolo Birmano