Nell’aprile del 2003, all’inizio della campagna militare in Iraq, la Chiesa della Natività di Betlemme espresse il suo dissenso all’accesso nei luoghi di nascita di Gesù Cristo al presidente americano Gorge Bush, al ministro della difesa Donald Rumsfeld, al premier inglese Tony Blair ed suo segretario agli affari esteri Jack Straw.
La decisione venne pronunciata dal Padre della Chiesa Greco-Ortodossa Constantine Karmash nel corso di una manifestazione contro la campagna irachena organizzata dalle istituzioni ortodosse nei pressi della Chiesa della Natività. “Sono dei criminali di guerra e per questo la Chiesa della Natività ha deciso di vietare l’accesso ai luoghi sacri per sempre”.
Karmash tenne a precisare che l’imposizione di una sanzione di questo tipo era ed è nelle sue facolta, all’insorgere di una grave violazione dei precetti di Cristo.
Tuttavia il provvedimento si differenzia, e non molto, dalla “scomunica” la quale necessita di una decisione collettiva dei supremi esponenti della chiesa i quali dal momento della pronuncia, non possono più godere di sacramenti come il matrimonio o il funerale. Gli esponenti politici colpiti dalla disposizione non professano la fede greco-ortodossa e per questo non possono in nessun caso essere destinatari di musure drastiche come la scomunica.
Buon Natale a tutti!