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Free Burma!
giovedì, 19 ottobre 2006

Chiudere i centri sociali...perchè?

E c'è anche da chiederselo?
Palazzine sudice occupate e trasformate in covi di drogati ed alcolizzati; che fomentano attacchi allo Stato e negazione delle fondamentali istituzioni. Centri, che di sociale non hanno nulla se non il riunirsi in cerchio e passarsi la canna, da cui nascono idee e si sviluppano azioni come questa:
Chiudiamo i centri sociali e diamo più sicurezza ai cittadini, e vivibilità ai nostri quartieri. pavoneggiando slogani di libertà ed eguaglianza.
Il peggio delle generazioni provinciali e non dello stivale si riversa nelle "bettole sociali", assuefatte dalla drogra, dagli alcoolici e dall'idea che PRODURRE è sinonimo di "rollare uno spinello" o "massacrare i celerini" durante gli sgomberi.
Ma di quali libertà stiamo parlando? Della libertà di mettere a soqquadro i quartieri delle nostre città d'arte, magari con raffiche di sassi e molotov. In un modo dove si guarda alla tutela dei diritti, l'opposto è il rigurgito violento delle catapecchie occupate frequentate da certe bestie. Qualcuno ha avuto il coraggio di definirli il "covo della cultura giovane": ma quale cultura?! Quella dei figli di papà che hanno sempre la lira in tasca per la fattazza e se ne vanno in giro a fare gli anarchici o i comunisti senza aver mai saggiato almeno un attimo il significato delle parole PRODURRE o LAVORARE.

Il meglio della gioventù, ed oltre, passato a sfasciare vetrine o rollare erbe di ogni sorta e qualità per una ragion di libertà che non potrà mai essere.
Il dramma di oggi è che la politica è costretta e permeata dalle ideologie, dalla tollerana verso queste realtà, mentre a suon di manganellate e manette si dovrebbe far intendere a certa gente cos'è lo Stato e la legalità. Altro che sottomettersi alle menti estremo-radicali dei facinorosi feccia della nostra civiltà.

Un appello parte da qui alla politica ed a tutte le autorità preposte affinchè si denunci e si ponga fine a questo scempio sociale. Per rioffrire a certe aree del Paese vivibilità e sicurezza, e premiare con la tranquillità dei quartieri le famiglie di che ogni giorno sgobbano per andare avanti.