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Free Burma!
venerdì, 29 ottobre 2004

USIGRAI ALL'ASSALTO DELLA COSTITUZIONE UE.

Giorno di festa quello romano nella sala degli "orazi e dei curiazi" in occasione della firma della Costituzione europea in realtà trasformatosi in autentica festa di regime organizzata dagli ormai noti volti del mondo politico italiano. Riprova di ciò un comunicato stampa inoltrato dall'USIGRAI durante la trasmissione dello speciale tg1 delle 14.00 in occasione della firma da parte dei 25 capi di stato dell'Unione dell'inedita Costituzione. Il comunicato diramato dal sindacato dei giornalisti RAI conferma "che i servizi trasmessi sono stati in realtà organizzati attraverso l'utilizzo di immagini registrate da una nota azienda privata designata dal Consiglio dei Ministri per le riprese dell'evento". Mentre la presenza delle telecamere della rete nazionale sono state tenute fuori dalla sala in si è svolta la cerimonia.
I giornalisti dell'USIGRAI protestano per l'abuso di potere perpetrato dal consiglio dei ministri in occasione della firma della Costituzione EuropeaUn'offessa in prima persona ai cittadini italiani che ormai da anni sono costretti a finanziare un servizio pubblico tanto caro (in termini di canone) e tanto deludente dal punto di vista dei contenuti. Una condizione pessima e pesantemente compromessa anche dai continui scandali e dai continui abusi di potere perpetrati da molti esponenti politici ed i cui effetti piovono come un macigno sulle spalle dei cittadini, come del resto lo è per tutte le decisioni prese in modo errato dai nostri governi.

Un'offesa anche alla classe dei giornalisti, dei veri giornalisti, che impegnati quotidianamente nel campo dell'informazione vedono imporsi limiti e barriere nell'esercitare il proprio ruolo di corretti informatori della realtà del mondo che ci circonda. Ancora una volta dunque abbiamo potuto assistere all'ampliamento dei confini di un impero mediatico di proporzioni immani tali da poter compromettere addirittura il corretto svolgimento delle attività, fra le mura di una azienda di dominio pubblico finanziato direttamente con il denaro dei cittadini.


sabato, 09 ottobre 2004

OSCURATO DALL'FBI IL SITO DI INDYMEDIA.

7 ottobre 2004 - FBI sequestra i server di Indymedia nel Regno Unito.

COMUNICATO STAMPA DI INDYMEDIA ITALIA
Oscurato Indymedia in numerosi paesi, tra cui l'Italia, da parte dell'FBI.Le autorità statunitensi hanno emesso un ordine federale imponendo all'ufficio Rackspace negli Stati Uniti di consegnare loro l'hardware di Indymedia situato a Londra. Rackspace è uno dei providers che ospitano il web di Indymedia, e ha consegnato i server di Indymedia nel Regno Unito. Questo atto ha colpito più di 20 siti di Indymedia in tutto il mondo.

Dal momento che l'ingiunzione è stata inoltrata a Rackspace e non a Indymedia sono ancora ignote a Indymedia le ragioni di quest'azione. Parlando ai volontari di Indymedia, Rackspace ha affermato che "non possono fornire a Indymedia nessuna informazione riguardante l'ordine ricevuto". Altri Internet service Providers hanno ricevuto in simili situazioni obblighi di riservatezza che impediscono alle parti coinvolte di ricevere aggiornamenti su quello che sta succedendo.

A Indymedia non è chiaro come e perchè un server che è fuori dalla giurisdizione statunitense possa essere sequestrato dalle autorità degli Stati Uniti.

Allo stesso tempo, sempre a Rackspace, un secondo server è stato disconnesso: si tratta di un server che ospita trasmissioni live di diverse stazioni radio, BLAG, e un'altra serie di cose utili.

Negli ultimi mesi il governo federale degli Stati Uniti ha condotto numerosi attacchi ai danni di vari Indymedia nel mondo. In agosto i servizi segreti hanno cercato di interrompere NYC IMC prima della convention repubblicana provando a sequestrare i logs da un provider internet degli Stati Uniti e nei Paesi Bassi. Il mese scorso la Commissione Federale per le Comunicazioni ha chiuso numerose stazioni comunitarie in tutti gli Stati Uniti.

Due settimane fa l'FBI ha chiesto che Indymedia rimuovesse un messaggio su Nantes IMC che conteneva foto di alcuni agenti svizzeri sotto copertura. Altri attivisti di IMC Seattle sono stati visitati dall'FBI per lo stesso motivo. Per contro, Indymedia ed altre organizzazioni di media indipendenti hanno recentemente vinto importanti cause, come ad esempio contro la Dieblod (compagnia che fornisce sistemi di votazione elettronica, coinvolta nei conteggi scandalo delle ultime elezioni USA) e contro il "Patriot Act" (una legge che consente all'FBI in nome della sicurezza nazionale e della lotta al terrorismo di monitorare sistematicamente, senza il parere dei magistrati, la corrispondenza ordinaria della posta elettronica, la navigazione sul web, e perquisire le case dei cittadini americani e non, negli USA e all'estero). In questo quadro le autorità degli Stati Uniti hanno deciso di chiudere decine di "Indymedia Centers" in tutto il mondo.

La lista degli IMC locali colpiti da questa operazione include Amazzonia, Uruguay, Andorra, Polonia, Massachussets occidentale, Nizza, Nantes, Lilles, Marsiglia, Euskal Herria, Liegi, Vlaanderen est, Antwerpen, Belgrado, Portogallo, Praga, Galiza, Italia, Brasile, Regno Unito, parte del sito della Germania ed il sito della radio online di Indymedia.org

Fonte Indymedia