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Free Burma!
mercoledì, 25 agosto 2004

GIORNALISTA IMPRIGIONATA IN ISRAELE.

La settimana scorsa è stato impedito a Ewa Jasiewicz, giornalista inglese del magazine Red Pepper, di entrare in Israele. Alle sue proteste le autorità israeliane hanno risposto rinchiudendola in un centro di detenzione. Venerdì le autorità israeliane si sono offerte di liberarla su cauzione, affermando di non aver nessun elemento per trattenerla. Tuttavia le autorità hanno precisato che sarebbe stata liberata solo a condizione che non sarebbe entrata nei Territori Occupati. La cauzione di 30.000 shekels è stata pagata da un amico, ma lo stato israeliano si oppose alla sua liberazione ed il caso approderà alla Corte Suprema la settimana prossima.
Nel frattempo la giornalista Jasiewicz rimane in detenzione. I suoi colleghi sospettano che Jasiewicz abbia ricevuto questo trattamento per aver smascherato l'uccisione di un ragazzo palestinese di 13 anni a Nablus da parte di un soldato israeliano; un episodio la cui testimonianza oculare della Jasiewicz ricevette allora una copertura considerevole da parte della stampa israeliana. Il redattore Hilary Wainwright si è rivolto al segretario Jack Straw affinchè metta in atto "una forte protesta su quasto atto oltraggioso". "L'arresto di Ewa - ha proseguito Wainwright - è un atto di censura perché le autorità non vogliono che il mondo sappia ciò che ha da dire in quanto testimone dei crimini dall'IDF." L'Unione Nazionale di Giornalisti (NUJ) ha esortato anche il governo britannico ad intervenire.

Fonte: http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk_politics/3583534.stm





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giovedì, 12 agosto 2004

LUTTO A SALENTO, 22ENNE VITTIMA DELL'URANIO IMPOVERITO.

Tre giorni fa la leucemia mieloide e linfatica si è portata via Luca de Marco, 22 anni, un militare di Salento (provincia di Salerno) partito nel dicembre 2002 per l'Albania come volontario dell'Esercito.
Secondo i genitori potrebbe essere un'altra vittima della pace, una degli oltre trenta militari che finora risultano ammalati sotto le armi, per l'effetto dell'uranio impoverito. Una testi che viene respinta dai vertici dell'esercito: «La malattia si è manifestata dopo il congedo per fine ferma del ragazzo e mai i comandi militari sono venuti a conoscenza del suo stato di salute» fanno sapere dal Comando L'uranio impoverito fa la sua ennesima vittima. Questa volta un 22enne salernitano muore di leucemia mieloide e linfatica.Reclutamento e Forze di Completamento regionale "Campania" di Napoli. «L'Esercito - aggiunge la nota - che mai ha trascurato i suoi uomini, si sta adoperano per l'assistenza ai familiari e un alto ufficiale si recherà a Salento per fornire tutto il sostegno necessario». Dal 19 giugno 2002 Luca de Marco era incorporato nel sesto blocco di volontari in ferma annuale della Brigata "Pinerolo" di Bari. Il 21 novembre - secondo la documentazione del distretto militare di Salerno - in vista dell'impiego all'estero, era stato sottoposto ad analisi del sangue all'ospedale militare di Bari.

Nei Balcani è rimasto dal 7 dicembre al 12 gennaio 2003 come addetto al magazzino radio con la missione di pace "Joint Guardian". Il suo sogno era di mettere da parte dei soldi e sposarsi. Ma appena tornato in Italia, è inziato il calvario: a luglio dell'anno scorso la diagnosi della malattia, a febbraio 2004 il trapiando di midollo.
La famiglia chiede ora di accertare le cause della morte e, soprattutto, di avere chiarezza. «Stiamo valutando l'ipotesi di rivolgerci all'Associazione Vittime - afferma il legale dei genitori di Luca, l'avv. Gianfranco Scarpa, sindaco del paese cilentano - Abbiamo chiesto di visionare presso gli ospedali militari dove Luca è stato ricoverato le cartelle cliniche per verificare il rapporto causa/effetto tra l'esposizione alla contaminazione e la leucemia che lo ha ucciso. Abbiamo ottenuto la documentazione da Bari - prosegue l'avvocato - non ancora da Caserta. Andremo avanti nell'azione giudiziaria».

Luca de Marco ottiene il congedo il 18 giugno 2003 ma già da tempo, hanno raccontato i genitori al legale, avvertiva una grande stanchezza. Il giovane si ricovera nella strutture militari e non fa sapere nulla ai familiari, per non farli preoccupare. «Gli esami del sangue erano nei valori normali il 15 gennaio 2003, dopo il rientro in Patria» sostiene la nota dell'esercito. Poi, un lieve miglioramento dello stato di salute rilancia la speranza dei genitori del ragazzo. «Hanno lottato per un anno» ricorda il legale. Poi la morte. All'ultimo saluto, nella chiesa di Santa Barbara, erano in tantissimi.

tratto da La Città di Salerno.










Postato da raffaelegreco alle 15:42 | Permalinkatemi | commenti |
martedì, 10 agosto 2004

ATENE 2004: ECOMOSTRO OLIMPICO.

A meno di tre giorni dall'inizio della storica manifestazione sportiva che coinvolge in gran parte tutte le nazioni del globo, GreenPeace pubblica un rapporto in merito al rispetto delle linee guida diramate dal CIO in collaborazione con le associazioni ambientaliste riguardo l'utilizzo di tecnologie e materiali edili per la costruzione delle strutture in cui si svolgono i giochi olimpici.
A detta di Green Peace sul cui sito è reperibile il testo in italiano del rapporto "How Green the games?", poche se non proprio nessuna di queste linee guida sono state rispettate durante la costruzione degli ambienti in cui si svolgerano le prossime Olimpiadi ad Atene.

Green Peace accusa il governo greco per gli ecomostri edificati nella capitale greca.Il documento lancia accuse nei confronti del governo greco e del Comitato Organizzatore (ATHOC) che a partire dal '97 (anno della candidatura di Atene) avevano promesso "I progetti saranno realizzati con l'uso di tecnologie e materiali rispettosi dell'ambiente e questo sarà un prerequisito fondamentale per tutte le proposte rilevanti".
A meno di tre giorni dall'inizio dell'evento "tali raccomandazioni, non sono state prese in considerazione dalle ditte appaltatrici" che hanno portato avanti i lavori non curanti delle conseguenze devastanti di materiali poco rispettosi dell'ambiente (fra tutti i materiali plastici in PVC) in una città come Atene nota già per l'alto tasso di inquinamento. "Il governo greco è stato molto in ansia per la consegna dei progetti entro i termini stabiliti - descrive ancora il blocco dell'associazione ambientalista - ma non ha prestato molta attenzione alla qualità dell'ambiente di questi progetti". GreenPeace chiede dunque al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) di intervenire severamente affinchè lavori e ristrutturazioni per eventi come quello che si appresta a riunire nella capitale greca cittadini di tutto il mondo, siano rivolte in primo luogo al rispetto dell'ambiente.

Ancora una volta quindi, la politica economica e del "costi quel che costi" ha vinto sulla tutela e conservazione del patrimonio floristico e faunistico. Ancora una volta, la paura di perdere un'opportunità economica da leccarsi i baffi ha preso il sopravvento sul resto, con tutte le conseguenze che deriveranno nel tempo.
Non bisogna dimenticare che un evento come le Olimpiadi lasciano il segno (economicamente parlando) col passare degli anni nella città ospitante e nella maggioranza dei casi, all'intera nazione. Le strutture, oggi adibite a centri sportivi e quindi anche contatto col mondo naturale, un domani avranno effetti devastanti nei siti in cui sono stati istallati dopo aver portato alle casse di un popolo palate di miliardi.









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