domenica, 23 agosto 2009
13:07

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Chiediamo giustizia per Franco Mastrogiovanni

Archiviato da raffaelegreco in: riflessioni, diritti umani, controllo e repressione
Il mistero del maestro legato al letto per giorni e morto di edema polmonare. Accade a Vallo della Lucania, in Provincia di Salerno.

Legato a un letto, polsi e caviglie. Così sarebbe morto Francesco Mastrogiovanni, maestro elementare di Castelnuovo Cilento. Aveva 58 anni. Il 31 luglio era entrato nell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania: sul suo capo pendeva un'ordinanza di Trattamento sanitario obbligatorio.Quattro giorni dopo, la mattina del 4 agosto, gli infermieri l'hanno trovato morto. Per edema polmonare, secondo il medico legale che ha effettuato l'autopsia.

Forse Francesco Mastrogiovanni era legato su quel letto da troppe ore, forse addirittura da giorni. «Nella cartella clinica non viene menzionata la contenzione fisica, ma dall'autopsia è risultato che aveva segni su polsi e caviglie compatibili con lacci di un materiale rigido» spiega Vincenzo Serra, cognato della vittima. Il Tso è un atto medico e giuridico regolamentato da una legge: viene deciso dal sindaco su proposta di un medico e, qualora preveda un ricovero ospedaliero, richiede la convalida di un secondo medico. Della procedura deve essere informato anche il Giudice Tutelare di competenza. Insomma, uno strumento su cui esistono vari livelli di controllo e soprattutto, come impone la legge, «esclusivamente finalizzato alla tutela della salute».

SETTE INDAGATI - La storia del maestro che, come dicono parenti e mici, «non passava inosservato» (anche per i quasi 2 metri di altezza), ha molti punti oscuri. Troppi. Tanto che la Procura di Vallo della Lucania ha aperto un'inchiesta, affidata al pm Francesco Rotondo, e iscritto nel registro degli indagati i sette medici del reparto di psichiatria (compreso il primario, Michele Di Genio) che hanno avuto in cura Mastrogiovanni. La famiglia ha istituito il comitato «Giustizia per Franco» (è il diminutivo con cui veniva chiamato usualmente), che ha una pagina online per il momento in costruzione (www.giustiziaperfranco.it). Anche l'associazione EveryOne (che si occupa anche di lotta agli abusi psichiatrici) ha preso a cuore il caso. «Abbiamo depositato un'interrogazione parlamentare, insieme ai deputati radicali, rivolta ai ministro degli Interni e della Salute proprio sulla morte di Mastrogiovanni e abbiamo presentato una denuncia in sede europea perché sia finalmente approvata una regolamentazione internazionale contro gli abusi psichiatrici» spiega il co-presidente Roberto Malini. «Il trattamento riservato al signor Mastrogiovanni è altamente lesivo dei suoi diritti e della sua dignità di essere umano - si legge nell'interrogazione messa a punto dai tre co-presidenti di EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau -. Il Tso rappresenta un uso consolidato in molte città italiane e il suo fine coercitivo è dimostrato da molti casi».

MISTERI - Ma cosa è successo il 31 luglio? Francesco Mastrogiovanni era a San Mauro Cilento, stava trascorrendo dei giorni di vacanza in un campeggio di proprietà di una sua conoscente. I carabinieri sono andati a prenderlo, hanno circondato il bungalow dove viveva. Lui è scappato verso la spiaggia, spaventato. Lì ha fumato una sigaretta, ha preso un caffè. Forse voleva immaginare che fosse una giornata come le altre. Ma era circondato - a terra i carabinieri, in mare la guardia costiera - e alla fine ha ceduto.

Un grosso spiegamento di forze dell'ordine per un uomo solo. I militari lo hanno portato in macchina e quindi all'ospedale di Vallo della Lucania per il ricovero coatto: lì risulta positivo alla cannabis, non all'alcol né ad altri tipi di droghe. A questo punto c'è un mistero. «Il Tso è stato chiesto dal sindaco di un altro Comune, ovvero Pollica Acciaroli - spiega il cognato di Mastrogiovanni -, e non da quello di San Mauro Cilento dove Mastrogiovanni è stato fermato dai carabinieri». Buio anche sulle cause che hanno portato amministratori, medici e forze dell'ordine a optare per un provvedimento urgente ed estremo come il Trattamento sanitario obbligatorio. È trapelata la notizia di un incidente in cui l'uomo, guidando contromano, avrebbe tamponato quattro auto parcheggiate. Episodio di cui non esiste, secondo i familiari della vittima, alcuna prova, denuncia o verbale. «L'ultima versione che circola è quella della guida contromano - spiega Peppino Galzerano, editore e amico di Mastrogiovanni -, prima ne erano state diffuse altre». Ma le spiegazioni di questa morte vanno cercate anche nel passato del protagonista, e nell'immagine di "anarchico" che si era costruita, forse suo malgrado.

LA CONDANNA - Mastrogiovanni insegnava alle elementari da una ventina d'anni. Per un lungo periodo aveva vissuto nel Nord Italia per lavoro, poi era tornato nella provincia di Salerno, e aveva trovato un posto nella scuola della sua città, Castelnuovo Cilento. Non era un uomo tranquillo: la sua vita era stata segnata da una serie di eventi traumatici che hanno acuito la sua sensibilità, rafforzando in lui delle paure violente. «Alla fine degli anni '90 aveva rotto una lunga relazione con una ragazza bergamasca, poi è morto suo padre - racconta il cognato -. Dunque ha deciso di tornare nella sua terra madre. Nel '99 a Salerno il primo "incontro" con i carabinieri, per una causa futile: viene portato in caserma, processato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, condannato in primo grado a tre anni. Nella requisitoria il pm lo definisce "noto anarchico". Sconta un mese di carcere e cinque di arresti domiciliari, ma intanto c'è il ricorso in Appello: in secondo grado viene pienamente assolto per non aver commesso il fatto e persino risarcito per ingiusta detenzione». Mastrogiovanni sviluppa negli anni un terrore profondo verso le forse dell'ordine, in un paio di occasioni scappa alla semplice vista di una divisa. Viene considerato un soggetto patologico, ma spesso si rifiuta di assumere i farmaci che gli vengono prescritti. Ha paura anche di quelli. Fobie che accrescono la sua fama di "anarchico", di insofferente alla società, al sistema.

IL CASO FALVELLA - C'è un'altra vicenda, che risale a molti anni prima e che ha profondamente segnato il maestro: l'omicidio di Carlo Falvella, vicepresidente del Fronte universitario d’unione nazionale di Salerno, nel '72. Mastrogiovanni era con Giovanni Marini e altri "compagni". «Marini stava raccogliendo notizie per far luce sull’omicidio di cinque anarchici calabresi morti in quello che dicono essere stato un incidente stradale nei pressi di Ferentino (Frosinone) dove i ragazzi si stavano recando per consegnare i risultati di un’inchiesta condotta sulle stragi fasciste del tempo» spiega Peppino Galzerano, amico del maestro. C'è uno scontro tra militanti di destra e sinistra: Falvella muore. Nel processo Matrogiovanni è assolto, mentre Marini è condannato a nove anni.

PASSIONE PER I LIBRI - «Attorno alla sua figura si è costruita un'immagine di persona violenta, ma non era assolutamente pericoloso per la società - dice il cognato Vincenzo Serra -. Nella cartella clinica c'è scritto che era "aggressivo verbalmente": spesso si arrabbiava, parlando di politica, ma non passava mai alle vie di fatto. Era sempre dedito alla lettura, collezionava libri, non era un "bombarolo". Diceva semplicemente che non si fidava di nessuno, solo di se stesso. Negli anni 2002-2003 è stato sottoposto ad altri due Tso, poi negli ultimi quattro anni è stato tranquillo». I familiari non si aspettavano dunque un epilogo così tragico e fitto di elementi inquietanti. L'amico Peppino Galzerano non riesce a farsi una ragione di quanto accaduto: «È inaccettabile, un'offesa alla dignità umana, non è possibile che un uomo muoia in ospedale, cioè proprio nel luogo dove dovrebbe essere curato».

CARTELLA CLINICA - Uno, fondamentale, riguarda la cartella clinica. Il medico legale che ha effettuato l'autopsia, Adamo Maiese, ha riscontrato segni evidenti di lacci su polsi e caviglie della salma. «Nella cartella clinica non è stata annotata la contenzione né la motivazione di essa, come invece prevede la legge - afferma Caterina Mastrogiovanni, cugina della vittima e legale della famiglia -. Dunque bisogna capire se la contenzione c'è stata e quanto è durata. Nella cartella clinica c'è poi un vuoto dalle 21 del 3 agosto alle 7 del 4 agosto: in questo lasso di tempo non è stato fatto nulla. Infine, nelle ultime due sere - quelle del 2 e 3 agosto - non gli sarebbero stati somministrati medicinali perché il paziente dormiva. Ma se Mastrogiovanni dormiva che bisogno c'era di tenerlo legato?».

DETERMINANTI I FILMATI - All’autopsia effettuata il 12 agosto, poche ore prima dei funerali, hanno assistito i legali della famiglia, Caterina Mastrogiovanni e Loreto D’Aiuto. L’ipotesi di reato cui devono rispondere i sanitari è al momento omicidio colposo, ma saranno determinanti per le indagini le riprese girate nella camera durante il trattamento e subito dopo la sua morte dell'uomo. I legali dei medici indagati parlano di «falsità»: «Contestiamo quanto finora pubblicizzato a mezzo stampa perché destituito di qualsiasi fondamento - ha detto Antonio Fasolino, insieme a Francesca Di Genio legale del primario Michele Di Genio -. Il professor Mastrogiovanni è giunto in ospedale a seguito dell'emanazione di un'ordinanza di Trattamento sanitario obbligatorio da parte del comune di Pollica. I sanitari dell'ospedale di Vallo della Lucania hanno seguito il protocollo previsto per casi come questo».

Tratto da Corriere della Sera

giovedì, 20 agosto 2009
18:44

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Calabria: defunta segretezza del voto

Archiviato da raffaelegreco in: politica, riflessioni, diritti umani, controllo e repressione
L'approvazione della legge sulle elezioni primarie per la scelta dei candidati alla presidenza della Regione Calabria ha caratterizzato i lavori dell'ultima seduta dell'Assemblea consiliare regionale che così chiude col botto!
Dalle prossime elezioni, infatti,  i candidati alla massima carica di governo della Calabria saranno scelti direttamente dai calabresi, da tutte le cittadine e i cittadini della regione e da nessun altro. Messa così, sembrano concretizzarsi gli auspici dei tanti che in quella terra oppongono resistenza al sacrificio sugli altari degli equilibri politici nazionali in barba ai veri interessi della regione.
I calabresi, che conoscono meglio di chiunque altro i propri politici ed amministratori, diverranno affidatari (per legge) del potere di scegliere prima della chiamata alle urbe a chi affidare la responsabilità di guidare le sorti politiche della Regione.

Quello che è certo, è che grazie a questa nuova legge, si rischia di mettere a repentaglio uno dei cardini della democrazia: il principio della segretezza del voto. Sono diversi i punti della legge, approvata in piena estate dalla Regione Calabria e che rende obbligatorio il ricorso alle primarie per l’elezione del Presidente della Giunta Regionale, su cui si posso sollevare dubbi.
Si prevede infatti che ciascun elettore esprima il proprio voto scegliendo la scheda della lista, o della coalizione di liste, per cui intende votare. Così al seggio, al momento della scelta, le intenzioni di voto dell’elettore diventano note.

Se si pensa al consenso diffuso che ha ottenuto questa legge in Consiglio Regionale, c’è di che preoccuparsi politicamente. Non si tratta quindi di un errore del legislatore, ma di una scelta consapevole che testimonia quanto paura fermenti nella casta politica trasversalmente aggrappata al potere.
Non si deve dimenticare che il voto di scambio – in cui si annida talvolta anche il mercimonio delle funzioni pubbliche – è una pratica diffusa in tutta la politica calabrese.

Non meraviglia nemmeno che il legislatore regionale non si sia reso conto che, in tal modo, diviene ancor più forte il controllo elettorale da parte della criminalità mafiosa: il contrasto alle mafie non è mai stata una priorità di questa consiliatura regionale.
Altro punto della legge eticamente riprovevole, soprattutto in una Regione che si contraddistingue per lo sperpero del denaro pubblico, è quello che prevede che il costo di queste primarie ed il rimborso delle spese (tutt’altro che irrilevanti) sia a carico dei calabresi. Così al danno si aggiunge la beffa: una legge che consolida la capacità di inquinamento democratico da parte della ‘ndrangheta e difende il sistema affaristico di potere viene pagata dai contribuenti calabresi.

Il tasso di democraticità di un Paese, e di una Regione, si misura anche dalla sua legge elettorale. In Calabria abbiamo una piccola “legge truffa”, non troppo distante nelle finalità da quella del ’53 firmata da Scelba. I cittadini sono ingannati facendo creder loro che è stato approvato uno strumento di democrazia, si svuota la Costituzione con una legge ordinaria (modalità tipiche del periodo di decadenza imperiale del berlusconismo), si mortificano le primarie (che non sono tali), si rafforza il peso della mafia e del suo legame con la politica, si consolida il controllo del territorio da parte della casta incollata alle poltrone e accecata dai suoi interessi affaristici.
lunedì, 10 agosto 2009
17:32

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Spazzatura, misteri e 007

Pubblico integralmente da Wikileaks e L'Espresso.

August 5, 2009
Summary
  • Cosa: questo file contiene la registrazione audio di un incontro tra Walter Ganapini ed esponenti di comitati civici ed associazioni ambientaliste della Campania
  • Dove: l'incontro si è tenuto in un'aula del palazzo della Regione, in Napoli
  • Quando: luglio 2008
  • Chi: l'incontro ha visto al partecipazione di Walter Ganapini ed esponenti di comitati civici ed associazioni ambientaliste. Tra gli altri, Giuseppe Messina di Legambiente e Luigi Peluso di WWF Campania.

Walter Ganapini, ex presidente di Greenpeace Italia, è l'attuale assessore all'ambiente della Regione Campania, appuntato come tale nel febbraio del 2008.

Circa un anno fa, Ganapini ha istituito un forum ambientale nel quale sono state coinvolte svariate realtà, dai comitati ai gruppi di industriali, per una concertazione ed ideazione di un piano di smaltimento rifiuti alternativo a quello governativo, ritenuto da Ganapini, almeno a suo dire, non idoneo alle esigenze della regione e non rispondende ai giusti criteri di salvaguardia della salute, dell'ambiente e del tessuto economico-sociale.

Al di fuori dell'ufficialità dei forum, presieduti da Guido Viale ed ai quali Ganapini non ha mai partecipato in prima persona, si sono tenuti sporadici incontri più "intimi" tra Ganapini ed i soli esponenti dei comitati civici ed associazioni ambientaliste. Uno di questi incontri, risalente all'estate del 2008, è stato audio-registrato all'insaputa di Ganapini stesso.

Il contenuto di tale registrazione risulta essere particolarmente interessante in quanto Ganapini, tra l'altro, denuncia d'essere stato oggetto di intimidazioni ed aggressioni fisiche, nonché di aver dovuto contrattare con il coordinatore dei servizi segreti italiani la possibilità di divulgare notizie importanti riguardo la gestione dei rifiuti in Campania che avrebbero messo in cattiva luce l'operato delle amministrazioni precedenti e del corrente, all'epoca in cui l'incontro è avvenuto, commissariato di governo. In particolare, si fa riferimento alla discarica di "Parco Saurino 3", scovata da Ganapini in stato di totale abbandono e mai utilizzata, nonostante sarebbe potuta servire a tamponare l'emergenza rifiuti che era in corso. Ganapini fa inoltre riferimento a lotte di "Stato contro Stato", al coinvolgimento della Presidenza della Repubblica e fa nomi di persone coinvolte in inchieste giudiziarie.

La trascrizione della parte dell'incontro nella quale Ganapini parla dei servizi segreti

Walter Ganapini
Sul Parco Saurino [1] il tema è molto semplice...
Io ho negoziato un giorno... Ah, su queste... Sul Parco Saurino, io ho negoziato un giorno con l'attuale capo dei servizi segreti[2], eh! Che è una cosa seria essere il capo dei servizi segreti, eh!
Allora siamo partiti, uno dal bianco ed uno dal nero, e siamo arrivati verso un grigio nel quale, alla fine, io potevo tirare l'operazione... potevo, certamente! Gian Antonio Stella ci ha scritto due pagine, eh! Ma la domenic... il tema è di misurare tra comunicazione e risultato.
Allora, certamente quell'oggetto è un "mistero della repubblica" e ce lo siamo già detti. Perché sia... ehmmm... Perché Prodi si sia assunto le responsabilità che si è assunto ancora non è chiaro.[3]
Ma quando il comandante... il coordinatore dei servizi segreti ti dice, per due volte, urlando: "si è esposta due volte la Presidenza della Repubblica", se non sei ubriaco e se sei una persona... ti parametri un attimo e decidi cosa vuoi fare, ok?
Allora, io su questa vicenda ho abbassato il tono ma nessuno mi ha impedito di chiamare Matteo Incerti e di fare i tre minuti sul blog[4] e tutto il resto, perché.. la bandierina è stata attaccata. Ma nessuno... quando tu dici... Nessuno! Io in giunta ho aspettato una settimana, nel frattempo sono stato speronato in autostrada[5] e, nessuno lo sa, ma in Piazza del Gesù, quattro individui in casco, mi hanno... scesi dalle moto, hanno cercato di aggredirmi la notte. Io viaggio con le mie belle stecche dietro la schiena che non sta in piedi, da allora[6], ma...
Il tema è che gli avvertimenti li ho ricevuti, diciamo, rispetto al fatto che ho visto qualcosa che non dovevo vedere.
Membro di un comitato
C'entra la Presidenza della Repubblica, nientedimeno?
Walter Ganapini
Sai, quando il capo dei servizi segreti, due volte ti dice: "HAI CAPITOOOO che è intervenuta la Presidenza della Repubblica", io, come dire, o gli do dell'ubriaco a lui o ragiono! Io non ne sto... non ne... non ne vengo a capo, perché io posso capire - ho lavorato molto in Sicilia - io capisco che in questo paese esistono le negoziazioni Stato contro Stato, ma... io capisco il voto di scambio; io capisco... vorrei conoscere Isidoro Perrotta, il tecnico di Casal di Principe, che rilasciò il famoso parere a Pansa che nel 2005 gli consentì di cancellare la discarica.
  1. Parco Saurino è una località nella provinca di Caserta nella quale Ganapini ha rinvenuto una discarica completata ma mai utilizzata, come dichiarato in una video intervista pubblicata su youtube e poi anche ripresa da un'inchiesta di RaiNews24
  2. All'epoca dello svolgimento dei fatti, il capo dei servizi segreti risulta essere Gianni de Gennaro: Servizi segreti, arriva De Gennaro. Corriere della Sera.
  3. Ganapini fa riferimento alle ordinanze dell'allora presidente del consiglio che hanno ripristinato i CIP6 per gli inceneritori campani ed hanno dichiarato le ecoballe bruciabili
  4. Beppe Grillo; Matteo Incerti (1 June 2008). Monnezzopoli/ 3 Bokassa Bassolino.
  5. Tamponato in autostrada l' assessore Ganapini 'Sono sotto choc, stavolta ho temuto di morire'. La Repubblica. Archived from the original on 28 July 2009. Retrieved on 28 July 2009.
  6. Ganapini si riferisce ad un intervento subito in seguito ad un precedente incidente autostradale, come da lui stesso dichiarato in un'intervista: Tamponato in autostrada l' assessore Ganapini 'Sono sotto choc, stavolta ho temuto di morire'. La Repubblica. Archived from the original on 28 July 2009. Retrieved on 28 July 2009. “In passato per un incidente stradale sono finito in coma e ho la spina dorsale cucita con delle placche d'acciaio, ho davvero temuto il peggio”.
» Ascolta il frammento dell'intervento di Ganapini selezionado da L'Espresso.

»  Scarica l'audio integrale dell'intervento di Ganapini su Wikileaks.